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NO allo snaturamento della nostra spiaggia! Mare e spiaggia devono rimanere visibili dal lungomare!
07/08/2026
Il nuovo Piano dell’Arenile consente a ciascuna macro-aggregazione di stabilimenti balneari la possibilità di realizzare una piscina scoperta con una superficie massima di 300mq.
La Variante al Piano, votata ieri sera in Consiglio Comunale, estende alle micro-aggregazioni confinanti la possibilità di realizzare una piscina scoperta con una superficie massima di 100 mq, profonda 1,80 mt, alimentata con acqua dolce.
Considerato che le micro-aggregazioni potrebbero essere 83, senza conoscere le macro-aggregazioni, il risultato è che migliaia di mq della spiaggia potranno essere ricoperti da piscine, stravolgendo e cementificando il paesaggio.
Invece delle piscine sarebbe meglio promuovere la fruibilità del nostro mare, con fondale basso, balneabile a tutti, con proprietà terapeutiche.
No alle piscine, surrogati del nostro mare e allo snaturamento dell’ampia spiaggia, che in tanti ci invidiano.
Un’altra modifica, introdotta con la Variante al Piano, riguarda le terrazze sopra ai pubblici esercizi consentita anche alle micro-aggregazioni.
La permeabilità visiva del mare e della spiaggia è pregiudicata dalla realizzazione di pubblici esercizi che superano addirittura i 6 metri di altezza: con i solai dei manufatti inconcepibilmente portati a quota 1,91mt sul livello del mare, a cui si sommano ulteriori muri di 3,20mt e le terrazze al di sopra dei manufatti, con i parapetti di almeno 1 metro, sulle quali sarà possibile installare ombrelloni.
Ricordiamo che l’innalzamento dei solai a quota 1,91mt riguarderà anche la realizzazione delle nuove cabine con altezze complessive superiori ai 4 metri, aggregate nei campi edificatori.
Queste stravolgenti modifiche, comprometteranno la vista del mare e della spiaggia, dal Lungomare di Rimini sud, la cui quota è a 2,85mt e dal Lungomare di Rimini Nord, la cui quota è a 2,14mt.
Gli annunci dell’Amministrazione Comunale di riqualificare la nostra spiaggia si sono invece tradotte in un maldestro tentativo di cementificare, “riminizzare” e urbanizzare la spiaggia. Ribadiamo invece la necessità di valorizzare lanaturalezza e l’ampiezza della nostra spiaggia, garantendo la visibilità da tutto il lungomare!
La nostra visione, non vede la necessità di dover anteporre nuove barriere architettoniche e costruzioni sulla sabbia, ma bensì garantire l’accessibilità e la visibilità a tutti, valorizzando il verde, la spiaggia, il mare, come avviene in tante capitali del turismo balneare, es.Miami beach, Barcellona, Valencia, Formentera ecc.
Dopo 22 anni di battaglie, finalmente chiusa la Moschea nel Borgo Marina!
4/8/2026
Insediata nel 2004 in una casetta di Corso Giovanni XXIII di circa 130 mq, tra interrato, piano terra e primo piano, con destinazione catastale ad ufficio, ma utilizzata come luogo di culto, incompatibile per contenere le centinaia di Mussulmani di ogni parte della città.
L’impatto sul Quartiere era evidente: marciapiedi occupati per l’insufficiente capienza dell’immobile, passi carrai inaccessibili ai proprietari per la mancanza di parcheggi a danno della vivibilità e dell’immagine del Borgo Marina.
Dopo 22 anni di azioni in Consiglio Comunale, banchetti, petizioni popolari: gli stessi responsabili della Moschea hanno riconosciuto l’incompatibilità di tale luogo di culto e l’impatto sul quartiere (quale ulteriore testimonianza della verità delle nostre richieste!).
Ricordo, nel maggio scorso, le ultime Interrogazioni Consigliari con cui avevo chiesto controlli: al Comune, per accertare l’utilizzo incompatibile, secondo le Norme Igienico Sanitarie previste per un luogo di culto, dell’edificio utilizzato a Moschea; all’AUSL per il rispetto delle Norme vigenti a tutela della salute pubblica; ai Vigili del Fuoco per la verifica delle norme sulla sicurezza.
Con la chiusura della Moschea nel Borgo Marina, conformemente al rispetto di norme e regole, si apre una nuova pagina per l’intero quartiere alle porte del Centro Storico, per il ritorno ad una normale vivibilità dei residenti e speranza di rigenerazione per le attività economiche e per il recupero dell’identità riminese.
Il Metromare collega dal 2019 la Stazione di Rimini a quella di Riccione, con 15 fermate intermedie e un tempo di percorrenza, da capolinea a capolinea, di circa 23 minuti.
I passeggeri, che sono stati 1.141.183 nel 2025, hanno apprezzato il servizio del Metromare per la rapidità, la puntualità, la comodità, ma espresso preoccupazione per i problemi della sicurezza.
In particolare sono stati evidenziati:
• nelle ore serali e notturne, durante la stagione estiva, a bordo degli autobus e alle fermate, la presenza di spacciatori di droga, di ubriachi molesti, di malavitosi, che creano degrado, disagi e poca tranquillità;
• alcune fermate, anche poco visibili (es.Kennedy), nelle ore notturne, sono percepite poco sicure, per l’assenza di controlli o presidi;
• l’intrusione illegale ed estremamente pericolosa nella sede riservata agli autobus, di biciclette, monopattini, scooter, che utilizzano il percorso tra le fermate, con il rischio di investimenti.
Dinnanzi al perdurare di questi problemi di ordine pubblico, a salvaguardia della sicurezza dei passeggeri e del personale di Start, è necessario e urgente intervenire con determinazione per contrastare ed eliminare ogni forma di illegalità che penalizza l’attività del Metromare.
Proprio per garantire la sicurezza del trasporto pubblico sul Metromare, con l’interrogazione consigliare di ieri sera, ho chiesto, al Sindaco - nell’ambito del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza - l’impiego delle Forze dell’Ordine, per i pattugliamenti sugli autobus, alle fermate e nelle tratte più pericolose.
Naturalmente, in collaborazione con le Forze dell’Ordine dovrà esserci la nostra Polizia Locale, con un numero adeguato di Agenti e le Unità Cinofile.
Alle segnalazioni della Centrale Operativa, che monitora la video sorveglianza sugli autobus, è fondamentale corrispondere gli interventi richiesti, soprattutto nelle ore notturne.
Il Metromare, riqualificato anche nella sicurezza, sarà più funzionale nell’esercizio del servizio di trasporto pubblico e potrà incrementare il numero degli utenti.