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Con la chiusura della Caserma Giulio Cesare, il Comune si riappropri e valorizzi la Statua di Giulio Cesare.
   

17.9.2019

Con la  chiusura odierna, 16 Settembre 2019,  della Caserma Giulio Cesare, dopo 83 anni di permanenza a Rimini, non si conosce quale sarà il destino della Statua Giulio Cesare, di proprietà del Comune di Rimini,  che si trova al suo ingresso.

Pertanto, giovedi scorso , ho chiesto in Consiglio Comunale con una interrogazione al Sindaco che il Comune si riappropri della Statua di Giulio Cesare, dopo 74 anni di peripezie.

La Statua fu donata dal Capo del Governo Benito Mussolini alla Città di Rimini, inaugurata il 10 Settembre 1933 nel sito sottostante la Torre dell’Orologio della Piazza Giulio Cesare, dove rimase  12 anni fino al 20 Giugno 1945, quando, vittima della “damnatio memoriae” fu rimossa e trasportata dai Vigili del Fuoco in un capannone di Via Dario Campana e poi sepolta nel greto del fiume Marecchia.

Nel 1953, dopo 8 anni, la statua fu “riesumata” ma concessa in modo “ liberatorio” e “discutibile”,  essendo patrimonio del Comune, dal Sindaco Ceccaroni alla Caserma del Reggimento Artiglieria di Rimini.

Dal 1960 al 1985, il Comm. Umberto Bartolani si adoperò instancabilmente per ottenere la restituzione della Statua e riportarla dentro le Mura urbane.

Il 23.2.1987 ( 32 anni orsono ! ), la maggioranza di sinistra del Consiglio Comunale respinse l’Ordine del Giorno del sottoscritto, che chiedeva di riprendere, dopo la scomparsa del Comm.Bartolani,  le trattative con il Reggimento di Artiglieria per ricollocare la Statua nel centro della Città, o in alternativa,  per superare l’ostracismo ideologico, a fianco dell’Arco di Augusto.     

Il 27.2.1996, la Giunta del Sindaco Chicchi deliberò di collocare la statua di Giulio Cesare  in Piazza Tre Martiri, angolo Corso di Augusto, dov’è tutt’ora, copia di quella della Caserma Giulio Cesare, realizzata grazie al Rotary Club di Rimini e alla Cassa Rurale di San Gaudenzo, che sostennero le spese della Fonderia.   

Con la chiusura della Caserma, a maggior ragione, il Sindaco deve chiedere al Reggimento di Artiglieria e, se necessario, al Ministro della Difesa(  Lorenzo Guerini del PD),   la restituzione della Statua di Giulio Cesare per salvaguardare un Bene di proprietà della Città di Rimini, che non può essere “trattenuto” da chi non ha titolo o “trasferito “ altrove.

Come ho già chiesto con la Mozione consigliare del 30.11.2017 , e l’interrogazione del 29.11.2018, la statua di Giulio Cesare va collocata in un luogo più adeguato della Piazza per essere valorizzata ed evocare che qui, nell’allora Foro di Rimini, il 49 a.C., Giulio Cesare tenne il discorso ai suoi legionari, dopo aver varcato il Rubicone e pronunciato la storica frase “il dado è tratto-alea iacta est “ ( motto sul Gonfalone del Comune di Rimini) per marciare alla conquista di Roma e fondare l’Impero Romano, il più grande della Storia di tutti i tempi.  

Così è ora di restaurare il suo  basamento di bronzo con le lamiere distaccate per eliminare i vistosi e ridicoli rattoppi con lo “scotch”.

La Statua di Giulio Cesare, ammirata e fotografata dai turisti, merita, finalmente, rispetto e di essere “liberata” dallo sfondo del bancomat Unicredit e dalle biciclette di contorno.

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L’Amministrazione Comunale con la Variante al Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) facilita la proliferazione dei luoghi di culto islamici.
   

 24.7.2019

Non prendiamoci in giro: non è vero, quanto dichiarato dall’Amministrazione Comunale, che se manca il parcheggio non si prega!

Infatti, è sufficiente che i Centri Culturali Islamici occupino una  unità immobiliare con una superficie lorda non superiore a mq. 100,  senza avere l’obbligo di  reperire i parcheggi pubblici e i parcheggi privati.

Questo prevede la Variante al Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE)   all’art.27 per le Funzioni Culturali e Associative , tipi d’uso C2

Al riguardo, basta ricordare e ripetere come è stato aperto nel 2004 da un Centro Culturale Islamico il luogo di culto in Corso Giovanni XXIII n. 100,  nel Borgo Marina, in una casetta uso ufficio di neanche 100 mq. e senza parcheggi.  

Per l’insediamento dei Centri Culturali Islamici non si considera il loro impatto ambientale, come avviene da 15 anni nel Borgo Marina con le centinaia di Mussulmani che accedono per la preghiera, per il mese del Ramadam, in quello che, anche per l’Ass. Frisoni, è un Centro Culturale e non una Moschea.  

Con l’ultima interrogazione del 4.4.2019, avevo sollecitato la Variante al RUE proprio per evitare che l’insediamento delle Moschee o luoghi di culto avvenisse, come si verifica di solito e ovunque, a   nome dei Centri Culturali Islamici più facilmente compatibili con le destinazioni d’uso degli immobili alle norme urbanistiche.

Ma l’Amministrazione Comunale, non ascolta, non recepisce, non impara dalla realtà, bastava una superficie ridotta a 50 o 40  mq,  per unità  immobiliare,  invece di una superficie superiore a mq.100  che  richiede  necessario il reperimento degli standard urbanistici (es. i parcheggi).

Con questa norma, la stessa Amministrazione Comunale, inoltre,  “vanifica” le condizioni urbanistiche previste per l’apertura delle Moschee (es. i parcheggi devono essere sempre reperiti e non monetizzati), in quanto facilita l’insediamento dei Centri Culturali Islamici, che diventano di fatto luoghi di culto, difficili da controllare, con il riproporsi dei relativi problemi, in particolare in un contesto abitato.          

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L’Amministrazione Comunale riduce drasticamente il Distaccamento della Polizia Municipale di Miramare invece di potenziarlo.
   

 20.7.2019

L’Amministrazione Comunale sta progettando la riqualificazione della palazzina di proprietà comunale, ex sede del Quartiere, di Miramare sita in Piazzetta Decio Raggi n.1 angolo Via Locatelli 67/a.

Attualmente nell’edificio, con ingresso unico da Via Locatelli, si trovano gli Uffici del Distaccamento della Polizia Locale e una Scuola dell’Arte nell’interrato sottostante.

Nello stesso edificio, con ingresso dalla Piazzetta Decio Raggi, vi sono la Delegazione Anagrafica con 2 impiegati, il CUP della AUSL Romagna aperto una volta la settimana, un Centro Anziani, un Centro Giovani  in inverno, un Centro estivo.

La ristrutturazione della palazzina avverrebbe a discapito degli spazi utilizzati dagli 11 Agenti della Polizia Municipale, in servizio sui tre turni, con due stanze al piano terra come spogliatoio e quattro stanze al primo piano più un corridoio usato come archivio e scarico armi, “lasciando” alla P.M. una sola stanza come Front Office per ricevere il pubblico, per ampliare gli spazi del Centro Giovani e del Centro Anziani.

Ho sollevato la questione con l’interrogazione consigliare di giovedi,   perché l’Amministrazione Comunale, con i suddetti lavori, di fatto “taglia” i già limitati e insufficienti spazi del Distaccamento della Polizia Municipale.

Si vuole ridurre e mortificare in una sola stanza l’attività della P.M., invece di migliorare e potenziare i servizi del Distaccamento di Miramare, frazione turistica del Comune di Rimini con 8.000 abitanti, importante per numero di alberghi, pubblici esercizi, attività stagionali, operatori balneari, e presenze turistiche, una realtà territoriale con note “criticità”, da presidiare, assieme alle Forze dell’Ordine, per assicurare legalità e sicurezza.

Con maggiore ragione, I lavori di ristrutturazione dovrebbero migliorare i locali a disposizione della Polizia Municipale, abolendo le barriere architettoniche, per renderli accessibili ai diversamente abili, in quanto l’ascensore si trova nella porzione di immobile in uso al Centro Giovani e al Centro Anziani.

Adeguando i locali del Distaccamento al rispetto delle Norme vigenti (D.L. 81/08 e D.M.L. 450/99) creando condizioni dignitose per gli Agenti, bagni con la separazione di genere, spogliatoi e docce, ingresso riservato agli Uffici della P.M. senza la promiscuità con altre persone che si trovano all’interno dello stesso stabile per accedere alle attività sociali.

Eliminando le infiltrazioni d’acqua piovana dal tetto e dagli infissi sui locali del Distaccamento.

Inoltre, proprio l’Amministrazione Comunale non può consentire, condal   punto di vista edilizio e della sicurezza, che la Scuola dell’Arte svolga l’attività nell’interrato che sarebbe alto appena mt.2,50 con  un’unica entrata-uscita con la Polizia Municipale

Purtroppo, la risposta dell’Ass. Sadegholvaad ha dimostrato di ignorare il rispetto delle Norme sul Lavoro e poca considerazione per le attività di polizia stradale, amministrativa, giudiziaria, edilizia, che gli Agenti della Polizia Locale svolgono non solo sulla strada ma perfezionano negli uffici, dove ricevono il pubblico.   

Una risposta “ inconcepibile ” per gli operatori del Distaccamento di Miramare, addirittura da chi è Assessore alla Polizia Municipale ormai da  una decina di anni !

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Un “ tubone” sotto il fondale del porto-canale per il collegamento pedonale di Piazzale Boscovich alla Passeggiata panoramica della Darsena.
   

 15.7.2019

Questa mattina in Commissione Consiliare si è esaminata la mia Mozione che propone un Tunnel sottomarino per collegare P.le Boscovich alla Darsena e San Giuliano Mare.

Avevo presentato due  analoghe Mozioni il 15.7.2010 (dieci anni fa ! ) e il 12.3.2015  nei precedenti mandati del Sindaco Ravaioli e del Sindaco Gnassi, senza  mai arrivare alla discussione in Consiglio Comunale.

Sono trascorsi ormai 20 anni dalla inaugurazione della Nuova Darsena e manca ancora un collegamento pedonale tra la stessa e Piazzale Boscovich e non c’è alcun progetto in merito

Ciò impedisce ai riminesi e ai turisti che si trovano in Piazzale Boscovich e sul Molo di Levante di accedere alla panoramica passeggiata sopraelevata della Nuova Darsena, all’ampia piazza di 5.000 mq. per spettacoli, e di ridurre l’isolamento delle attività economiche e degli alberghi di San Giuliano Mare.   

Ricordo che nel 2001 l’Amministrazione Comunale per l’approvazione  della “Variante per il complesso residenziale La Prua “, retrostante la Darsena, aveva ottenuto dalla proprietà 3.000.000 di euro come “oneri di urbanizzazione” da utilizzare per migliorare l’accessibilità di San Giuliano Mare.

Non è stato fatto nulla, resta solo, nei due mesi estivi, il collegamento ciclo pedonale con il piccolo traghetto dal Faro al Ristorante Quattro Colonne.

Per il resto San Giuliano Mare è raggiungibile dopo un lungo percorso attraverso il Ponte della Resistenza che molti turisti non conoscono e gli stessi riminesi  poco praticano.

Per questo, ho ripresentato la Mozione per chiedere alla Amministrazione Comunale di progettare e realizzare un tunnel sottomarino, sotto il fondale del Porto Canale, per collegare Piazzale Boscovich alla passeggiata della Darsena.   

Il progetto, sentito un esperto di opere marittime, è fattibile con un “ tubone” sotto il fondale del porto-canale collegato a due pozzi, di entrata e uscita, uno su Piazzale Boscovich e l’altro antistante la Darsena, realizzati con scale a chiocciola e ascensori.   

Visto l’installazione dei tre “ tuboni” sottomarini da  Piazzale Kennedy con diametro di m.2,50 e la lunghezza di un km. dalla costa per lo scarico delle acque reflue in mare , è  certamente più agevole la collocazione di un “tubone” sottomarino  per l’attraversamento pedonale dei 50 m. di larghezza del porto-canale.

Non solo il progetto è compatibile con il passaggio naturale delle barche da diporto e dei pescherecci ed è rispettoso del paesaggio e dell’ambiente.

Altre idee progettuali sono concretamente improponibili e irrealizzabili per le suddette ragioni sia quella di un Ponte all’ingresso del Porto a parte  gli alti costi di realizzazione o di manutenzione per un Ponte “mobile “( 100.000 euro l’anno per quello di Cattolica)  e il rispetto degli orari di entrata e uscita del Porto.

E’ ora di valorizzare la passeggiata della Darsena in continuità con il nostro Lungomare.

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Dal parcheggio delle biciclette all’Accordo Territoriale: alcune mie proposte per la riqualificazione delle aree della Stazione
   

 12.7.2019

Con la decorrenza dal 9.7.2019 del divieto di parcheggio delle biciclette davanti alla Stazione per i lavori di demolizione dello ex Iat,  mentre procedono le rimozione forzate, molte biciclette sono state “spostate “ e “incatenate” ovunque, perfino sul marciapiede d’ingresso della Stazione.

Un risultato indecente che si poteva evitare con la predisposizione in tempo di un numero adeguato di rastrelliere in un sito alternativo, compatibile e consentito.

L’Amministrazione Comunale, a parte le rastrelliere esistenti  su Viale C.Battisti, ha in corso la installazione “ infelice” di alcune rastrelliere per le bici addirittura sul verde delle aiuole spartitraffico di Via Dante.

Invece, come da me proposto ieri sera con una interrogazione consigliare, poteva utilizzare ed attrezzare  per il parcheggio delle biciclette, la spaziosa superficie rettangolare individuata con asfalto rosso all’angolo della Velostazione , funzionale per chi prende il treno.

Una soluzione, anche per far cessare il parcheggio disordinato  e non consentito delle bici sul suolo pubblico, da reprimere con la rimozione  immediata e la sanzione, per rispetto verso milioni di passeggeri all’anno e l’immagine della Stazione di Rimini.

Sempre sul “tema” Stazione, ho presentato tre emendamenti all’Accordo  Territoriale per la riqualificazione delle aree della Stazione Ferroviaria di Rimini ,approvato  ieri sera con l’astensione della minoranza.

Con Il  1° emendamento, ambito “ Città Pubblica”, ho chiesto la costruzione della Sede Unica degli Uffici Comunali, con parcheggio interrato di 300 posti auto,  sull’area sud retrostante l’ex fabbricato Globo(velostazione).

Attualmente, il Protocollo d’intesa e l’Accordo territoriale, prevedono  l’edificio con una Superficie Complessiva di 15.000 mq ( di cui 12.000 mq. ad uffici e 3000 mq. a terziario) sulla ristretta superficie all’angolo tra l’ex Globo, la Via Dante, la Via Roma .

Ritengo, pertanto, “castigata” la costruzione della Sede Unica degli Uffici Comunali  che dovrà ospitare almeno 800 impiegati e consentire  l’accesso a migliaia di utenti.

Con il Secondo emendamento ambito  “Città dei Servizi”, ho indicato  la destinazione dell’area lato sud e retrostante il Cinema Settebello ( complessivi  28.000 mq,) per il Mercato Ambulante e come parcheggio di oltre mille posti auto al servizio del Centro Storico e della Marina Centro;

Con il Terzo emendamento, ambito Housing”, per consentire l’accessibilità carrabile al previsto insediamento di 22.500 mq. di superficie complessiva ,( 18.000 mq.tra residenziale, edilizia residenziale sociale e 4.500 mq.di commerciale),su Via Monfalcone,  ho proposto il collegamento mare monte e viceversa tra la Via Roma-Via Monfalcone- via Fiume- P.le Kennedy.

Gli emendamenti non sono stati accolti, ma secondo l’Ass. Frisoni saranno tenuti in considerazione per l’approvazione definitiva e decisiva dell’Accordo di Programma con le Ferrovie dello Stato.
        

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Sopralluogo all’ex Convento di San Francesco. Con le rovine della guerra sino a quando?
   

 26.6.2019

Si è svolto questa mattina organizzata dalla IV Commissione Consiliare il sopralluogo  ai resti dell’ex Convento di San Francesco che avevo richiesto nel marzo scorso durante l’esame della mia Mozione consigliare finalizzata ad un progetto di recupero.

E’ stato possibile accedere solo  al piano terra,  tra i muri dello storico edificio rimasti  in piedi dopo i bombardamenti dell’ultima guerra, tra colonne e capitelli dell’ex museo archeologico e nello spazio utilizzato in passato dall’ex farmacia comunale-

Purtroppo, è stato impossibile  raggiungere, da una botola del soffitto, il piano superiore dell’ex Convento  verso il mare dove si trova un corridoio centrale e una doppia fila di celle ai lati.

Mentre la parte del Convento di proprietà della Curia è stata ricostruita negli anni 70, la restante parte di proprietà del Comune presenta ancora le rovine, tra le erbacce, dietro il muro di Via IV Novembre, con  una immagine di abbandono e degrado in pieno centro storico di fianco al Tempio Malatestiano.

Nel 2006 era stata approvato un progetto di recupero filologico dell’ex Convento con destinazione a Biblioteca dell’Università, con una superficie di mq.2260 progetto poi abbandonato e perseguito nell’ambito della ricostruzione dell’ex Palazzo Lettimi.

E’ una opportunità per la  città, scoprire e valorizzare la storia del Convento di San Francesco, risalente al 1257, nel quale si insediò nel 1400 la prima Biblioteca pubblica d’Italia, per volontà della Famiglia Malatesta

Con la mia Mozione propongo di riprendere il progetto di recupero  dell’ex Convento di San Francesco, con un restauro e ripristino tipologico dell’edificio da rispettare nell’eventuale ricostruzione del Mercato Centrale Coperto

Per le necessità di ampliamento della Biblioteca Gambalunga o per ricreare quegli stupendi spazi che avevano ospitato negli anni 30 la Pinacoteca e il Museo Archeologico.

Purtroppo, l’Amministrazione Comunale continua a non avere “un pensiero sul che fare” e così non rimuove le rovine e il degrado di fianco al Tempio Malatestiano.   
                                                                                           

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Ho chiesto al Sindaco provvedimenti per “sradicare” lo spaccio della droga nel Borgo Marina.
   

 29.6.2019

Gli spacciatori di droga sono ritornati intensamente con i loro traffici illeciti nel Borgo Marina,  in particolare all’incrocio di Corso Giovanni XXIII°  con Via Bastioni Settentrionali, in Via Vittime Civili, nei Giardini della Stazione, come confermano i ripetuti arresti da parte dei Carabinieri.

Ricordo l’operazione “Kebab” nel Dicembre 2013 che aveva visto gli arresti da parte  della nostra Polizia Municipale  di 53 spacciatori di droga nel Borgo Marina, liberato per qualche anno da questi malavitosi, in maggioranza nordafricani.

In particolare, l’impegno degli Agenti del Nucleo di Polizia Ambientale  della Polizia Municipale con migliaia di ore di registrazioni video e audio che documentarono  640 episodi di spaccio di droga in tre mesi e fornirono ai Magistrati della Procura le prove documentali per l’emissione dei provvedimenti giudiziari.

Purtroppo, la recente Sentenza della Corte Costituzionale sul 1° Decreto Sicurezza del Ministro dell’Interno Salvini, ha “bocciato” i poteri straordinari  ai Prefetti   di vietare a persone con determinati precedenti penali l’accesso nelle   “zone rosse” come il Borgo Marina, salvaguardando le prerogative dei Sindaci.

Pertanto, l’Amministrazione Comunale deve fare la propria parte per contrastare lo spaccio della droga nel Borgo Marina.

Per questo, con l’interrogazione consigliare di giovedi sera, ho chiesto al Sindaco le seguenti azioni concrete:   

1.    La vigilanza costante e particolare nel Borgo Marina per sradicare lo spaccio della droga da questa che non può essere una “permanente” e intollerabile “zona rossa”;

2.    La costituzione di un apposito NUCLEO ANTIDROGA della Polizia Municipale ( come proposto e fatto contro l’abusivismo commerciale) specializzato per condurre una efficace lotta alla droga nel Borgo Marina e nella città, coordinato con le Forze dell’Ordine;

3.    L’adeguamento della video sorveglianza nel Borgo Marina che risale al 2010, sostituendo le attuali telecamere “brandeggianti  o “ girevoli” con le telecamere ad “occhio fisso” per riprendere e registrare il compimento delle azioni di reato;

4.    L’impiego, appena possibile, delle unità cinofile, costituite l’anno scorso (attuando la proposta del sottoscritto del 2013) , addestrate per “stanare” gli spacciatori e trovare le sostanze stupefacenti, nell’ambito del potenziamento dei servizi di sicurezza urbana, legalità e controllo del territorio;

5.    La promozione dalla Amministrazione Comunale di campagne di informazione sui danni irreversibili provocati dal consumo della droga alla salute delle persone, dai giovanissimi agli adulti, con i relativi costi sociali, dinnanzi alla diffusione preoccupante della droga ( cocaina, cannabis, eroina)  che, come risulta dalla cronaca, è diventata una calamità nella città.


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Perchè il Bike Park o Velostazione non decolla. La mia proposta per uscire dall’inconcludenza e realizzare subito il deposito custodito e in sicurezza delle biciclette.
   

 14.6.2019

Il Bike Park o Velostazione nel capannone ex “Globo” dinnanzi alla Stazione, ristrutturato con la spesa di 150.000 euro  nel 2016, dopo 2 anni, nonostante gli annunci, non decolla.

La procedura di gara pubblicata il 7.2.2018, scaduta il 30.3.2018, per l’affidamento in concessione del capannone di mq.348 e annessa corte esterna di mq.450, di proprietà delle Ferrovie e in uso al Comune con un contratto di comodato gratuito, è andata deserta.

Il Bando  prevedeva i seguenti servizi

Deposito custodito biciclette, noleggio biciclette, servizio bar e attività a carattere commerciale legata ai cicli, ricarica biciclette elettriche, manutenzione e riparazione biciclette, pulizia e manutenzione ordinaria dell’edificio ex “Globo” e dell’area antistante, realizzazione di eventi e attività complementari “.  

La durata prevista della Convenzione di anni 8, un canone concessorio annuo minimo di 2.000 euro con offerta al rialzo.

I costi dell’investimento a carico del Concessionario per l’avvio della gestione ammontano a 63.500 euro di cui:  20.000 euro per acquisto cicli, 33.500 per attrezzature e arredi ( rastrelliere, arredi ufficio, bar ), 3.000 euro per la video sorveglianza, 7.000 euro per rimborso spese di gara al Comune e stipula contratto.

Il piano economico finanziario del servizio per la durata della concessione di 8 anni prevede ricavi complessivi da noleggio, deposito, bar, ecc. di 2.109.116 euro a fronte di costi operativi per attrezzature , arredi, personale, ecc., di 1.897.872 euro con un reddito ante imposte di 139.935 euro in 8 anni, poco invitante.

Non essendo pervenuta alcuna offerta, l’Amministrazione Comunale ha approvato un “Avviso pubblico di consultazione del mercato per approntare una procedura di selezione per l’affidamento dei servizi di deposito custodito, noleggio e riparazione biciclette da svolgere nella Velostazione”,  a conferma della problematicità del Bando.

E’ trascorso un anno dalla scadenza dell’Avviso, il 4.5.2018, senza più avere alcuna notizia dall’Amministrazione Comunale, salvo l’adozione di una Determina Dirigenziale pubblicata il 16.5.2019 ma annullata poco dopo il 7.6.2019, la  settimana scorsa.

Ho chiesto spiegazioni, ieri sera con una interrogazione Consigliare, se l’Amministrazione Comunale è consapevole delle ragioni del “fallimento”  del Bando, dell’immobilismo che dura da oltre un anno riguardo la tanto pubblicizzata Velostazione.

Per uscire dall’inconcludenza, ho chiesto di  rivedere l’oggetto del Bando all’essenziale per ridurre i costi di avvio di 63.500 euro e della  gestione della concessione.  

Per ottenere la diminuzione drastica dei costi della Velostazione, invece di   tanti servizi,  la prestazione da erogare deve ridursi al deposito custodito e in sicurezza delle biciclette con un parcheggio automatizzato e veloce per chi va a prendere il treno, come avviene nel Nord Europa e in diverse città italiane.

Pertanto, devono essere eliminati dal Bando: il servizio bar, l’attività a carattere commerciale legata ai cicli, la manutenzione e riparazione biciclette, anche per non fare concorrenza alle attività locali.

Dopo la spesa di 150.000 euro per la manutenzione e utilizzo del capannone ex Globo, l’Amministrazione Comunale, visto che sono  trascorsi ormai 3 anni, deve realizzare subito il parcheggio ordinato e in sicurezza delle biciclette per eliminare il disordine e il degrado antistanti l’ingresso della Stazione di Rimini.

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La mia proposta di interventi concreti e urgenti contro i furti delle biciclette.
   

 8.06.2019

Ho richiamato ieri sera l’attenzione dell’Amministrazione Comunale sul problema endemico dei furti di biciclette.

E’ una ventina d’anni che propongo ripetutamente provvedimenti per contrastare i furti  delle biciclette senza risultato viste le mie mozioni del  respinte senza ragioni dalla maggioranza in Consiglio Comunale l’11.11.2003 e il 14.11.2014.

Eppure sono in aumento e migliaia le biciclette rubate “normalmente” ogni anno ai riminesi che utilizzano la bicicletta per recarsi al lavoro, a scuola, per fare la spesa, per raggiungere il centro storico o la marina, per le passeggiate.
 

La diffusione dei furti di biciclette procura danni economici ai cittadini,   la preoccupazione permanente di essere derubati, e ai rivenditori la flessione di circa il 20% sulle vendite delle biciclette nuove.

L’Amministrazione Comunale per incentivare l’uso della bicicletta  oltre a realizzare nuove piste ciclabili deve adottare le misure di contrasto  a questo sistema generalizzato di ruberie.

Con l’interrogazione consigliare di ieri sera chiedo :

1.    La  installazione di un maggiore numero di rastrelliere ed esteso nella città per consentire il regolare parcheggio delle biciclette visto che i cittadini utilizzano i pali della segnaletica, della illuminazione pubblica ( es. Borgo Marina) , le cancellate, gli alberi, ecc., con una brutta immagine di disordine e degrado ;

2.    La realizzazione di appositi parcheggi custoditi per cicli, come esistevano una volta, gestiti da pensionati o soggetti privati, sugli spazi pubblici consentiti, nei punti di maggiore affluenza del pubblico, stazione, centro storico, marina centro, borghi, aree mercatali, uffici pubblici, ecc.;

3.    La promozione di una campagna di comunicazione contro i furti di biciclette, di informazione e segnaletica  sui luoghi di parcheggio, di consigli agli utenti sulle catene e lucchetti pesanti per una maggiore protezione;

4.    L’assistenza concreta dell’Ufficio Mobilità Sostenibile per la identificazione della proprietà della bici con un codice ( es. codice fiscale) , adesivo indelebile o altro sul telaio da  inserire in un apposito Registro digitale comunale e nazionale per la ricerca della bici rubata;

5.    l’impiego di Agenti della Polizia Municipale nella azione di prevenzione-vigilanza contro i ladri di biciclette,   nel contrasto a questi furti con il posizionamento di biciclette “ civetta” con la denuncia e arresto dei responsabili, per realizzare la Rimini Città Sicura.

                                                            

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La passeggiata sul Canale tombato dell’Ausa: dopo soli tre anni, la pavimentazione in ecolegno rifatta con il calcestruzzo architettonico.
   

 1.06.2019

E’ stato realizzato nei primi mesi del 2016 il tombamento del Canale Ausa con sottostante struttura scatolare in cemento nel tratto di spiaggia e la sovrastante passeggiata con una spesa complessiva di 1.720.000 euro:

Per la pavimentazione della passeggiata sono stati utilizzati due tipologie di materiali, il calcestruzzo architettonico per la passeggiata “dinamica”   verso il mare e una pavimentazione in ecolegno per gli ambiti di “sosta e seduta”.

La Giunta Comunale ha approvato in data 24.11.2015 il progetto definitivo-esecutivo di Hera, redatto e attuato da Hera, con l’onere finanziario  dello stesso reperito dal soggetto gestore dagli introiti da tariffa.

La Relazione Architettonica e il Computo Metrico Estimativo dei prezzi allegati al Progetto approvato con la Delibera  descrivevano e prevedevano quanto segue:

•    il calcestruzzo architettonico è resistente al gelo/disgelo, all’abrasione, alla fessurazione, ed agli urti, gettato in opera con uno spessore finito minimo di cm.10 e tinta del conglomerato color sabbia, su una superficie di mq. 729 al prezzo unitario di 46,28 euro costa 33.738, 12 euro;

•    l’ecolegno utilizzato per le aree di sosta è  un prodotto innovativo ideale, di notevole durabilità, semplice da installare, buona stabilità, resistenza all’invecchiamento, agli agenti atmosferici, ridotto livello di manutenzione, elevati standard di sicurezza(zigrinatura antisdrucciolo, assenza di schegge);

•    la posa della pavimentazione in ecolegno comporta la esecuzione di sottofondo in calcestruzzo dello spessore di cm.5 su una superficie di mq.1050 al prezzo unitario di 17,80 euro con un costo di 18.690,00 euro;

•    la fornitura e posa del pavimento con tavole  in ecolegno fissate ai longheroni del massetto di sottofondo in modo da assicurare lo scolo dell’acqua e l’impermeabilizzazione su una superficie di mq.1050 al prezzo unityario di 120,15 euro costa 126.157,50 euro.

Ebbene, dopo soli tre  anni dall’ultimazione  nel maggio 2016 della suddetta passeggiata, in questo mese di maggio 2019, l’intera pavimentazione di ecolegno è stata smantellata e la stessa superficie ripavimentata con il calcestruzzo architettonico.  

Con l’interrogazione in Consiglio di ieri sera ho chiesto spiegazioni su questa errata e costosa esecuzione dei lavori :

1)    la pavimentazione in legno sulla passeggiata del Canale  Ausa, divelta  dopo appena tre dalla sua realizzazione, è  costata 144.847 euro oltre alle spese di rimozione;

2)    la ripavimentazione di calcestruzzo architettonico della stessa superficie ,  secondo i prezzi di tre anni fa,  comporta una ulteriore spesa di non meno di altri 50.000 euro;

3)    il costo finale sostenuto per la demolizione della pavimentazione in ecolegno e rifacimento in calcestruzzo architettonico ammonta a non meno di 200.000 euro;

4)    la  demolizione della pavimentazione in ecolegno tanto promossa ed enfatizzata per la qualità ambientale e la durevolezza  è stata  motivata con il materiale inadeguato e lo stato di degrado dopo appena tre anni dal suo utilizzo;

5)    Poiché l’onere dell’intervento era reperito da Hera con la tariffa sul  servizio idrico, l’Amministrazione Comunale deve assicurarsi che gli errori di Hera non siano scaricati sui cittadini.          
                                           

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