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Perchè il Bike Park o Velostazione non decolla. La mia proposta per uscire dall’inconcludenza e realizzare subito il deposito custodito e in sicurezza delle biciclette.
   

 14.6.2019

Il Bike Park o Velostazione nel capannone ex “Globo” dinnanzi alla Stazione, ristrutturato con la spesa di 150.000 euro  nel 2016, dopo 2 anni, nonostante gli annunci, non decolla.

La procedura di gara pubblicata il 7.2.2018, scaduta il 30.3.2018, per l’affidamento in concessione del capannone di mq.348 e annessa corte esterna di mq.450, di proprietà delle Ferrovie e in uso al Comune con un contratto di comodato gratuito, è andata deserta.

Il Bando  prevedeva i seguenti servizi

Deposito custodito biciclette, noleggio biciclette, servizio bar e attività a carattere commerciale legata ai cicli, ricarica biciclette elettriche, manutenzione e riparazione biciclette, pulizia e manutenzione ordinaria dell’edificio ex “Globo” e dell’area antistante, realizzazione di eventi e attività complementari “.  

La durata prevista della Convenzione di anni 8, un canone concessorio annuo minimo di 2.000 euro con offerta al rialzo.

I costi dell’investimento a carico del Concessionario per l’avvio della gestione ammontano a 63.500 euro di cui:  20.000 euro per acquisto cicli, 33.500 per attrezzature e arredi ( rastrelliere, arredi ufficio, bar ), 3.000 euro per la video sorveglianza, 7.000 euro per rimborso spese di gara al Comune e stipula contratto.

Il piano economico finanziario del servizio per la durata della concessione di 8 anni prevede ricavi complessivi da noleggio, deposito, bar, ecc. di 2.109.116 euro a fronte di costi operativi per attrezzature , arredi, personale, ecc., di 1.897.872 euro con un reddito ante imposte di 139.935 euro in 8 anni, poco invitante.

Non essendo pervenuta alcuna offerta, l’Amministrazione Comunale ha approvato un “Avviso pubblico di consultazione del mercato per approntare una procedura di selezione per l’affidamento dei servizi di deposito custodito, noleggio e riparazione biciclette da svolgere nella Velostazione”,  a conferma della problematicità del Bando.

E’ trascorso un anno dalla scadenza dell’Avviso, il 4.5.2018, senza più avere alcuna notizia dall’Amministrazione Comunale, salvo l’adozione di una Determina Dirigenziale pubblicata il 16.5.2019 ma annullata poco dopo il 7.6.2019, la  settimana scorsa.

Ho chiesto spiegazioni, ieri sera con una interrogazione Consigliare, se l’Amministrazione Comunale è consapevole delle ragioni del “fallimento”  del Bando, dell’immobilismo che dura da oltre un anno riguardo la tanto pubblicizzata Velostazione.

Per uscire dall’inconcludenza, ho chiesto di  rivedere l’oggetto del Bando all’essenziale per ridurre i costi di avvio di 63.500 euro e della  gestione della concessione.  

Per ottenere la diminuzione drastica dei costi della Velostazione, invece di   tanti servizi,  la prestazione da erogare deve ridursi al deposito custodito e in sicurezza delle biciclette con un parcheggio automatizzato e veloce per chi va a prendere il treno, come avviene nel Nord Europa e in diverse città italiane.

Pertanto, devono essere eliminati dal Bando: il servizio bar, l’attività a carattere commerciale legata ai cicli, la manutenzione e riparazione biciclette, anche per non fare concorrenza alle attività locali.

Dopo la spesa di 150.000 euro per la manutenzione e utilizzo del capannone ex Globo, l’Amministrazione Comunale, visto che sono  trascorsi ormai 3 anni, deve realizzare subito il parcheggio ordinato e in sicurezza delle biciclette per eliminare il disordine e il degrado antistanti l’ingresso della Stazione di Rimini.

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La mia proposta di interventi concreti e urgenti contro i furti delle biciclette.
   

 8.06.2019

Ho richiamato ieri sera l’attenzione dell’Amministrazione Comunale sul problema endemico dei furti di biciclette.

E’ una ventina d’anni che propongo ripetutamente provvedimenti per contrastare i furti  delle biciclette senza risultato viste le mie mozioni del  respinte senza ragioni dalla maggioranza in Consiglio Comunale l’11.11.2003 e il 14.11.2014.

Eppure sono in aumento e migliaia le biciclette rubate “normalmente” ogni anno ai riminesi che utilizzano la bicicletta per recarsi al lavoro, a scuola, per fare la spesa, per raggiungere il centro storico o la marina, per le passeggiate.
 

La diffusione dei furti di biciclette procura danni economici ai cittadini,   la preoccupazione permanente di essere derubati, e ai rivenditori la flessione di circa il 20% sulle vendite delle biciclette nuove.

L’Amministrazione Comunale per incentivare l’uso della bicicletta  oltre a realizzare nuove piste ciclabili deve adottare le misure di contrasto  a questo sistema generalizzato di ruberie.

Con l’interrogazione consigliare di ieri sera chiedo :

1.    La  installazione di un maggiore numero di rastrelliere ed esteso nella città per consentire il regolare parcheggio delle biciclette visto che i cittadini utilizzano i pali della segnaletica, della illuminazione pubblica ( es. Borgo Marina) , le cancellate, gli alberi, ecc., con una brutta immagine di disordine e degrado ;

2.    La realizzazione di appositi parcheggi custoditi per cicli, come esistevano una volta, gestiti da pensionati o soggetti privati, sugli spazi pubblici consentiti, nei punti di maggiore affluenza del pubblico, stazione, centro storico, marina centro, borghi, aree mercatali, uffici pubblici, ecc.;

3.    La promozione di una campagna di comunicazione contro i furti di biciclette, di informazione e segnaletica  sui luoghi di parcheggio, di consigli agli utenti sulle catene e lucchetti pesanti per una maggiore protezione;

4.    L’assistenza concreta dell’Ufficio Mobilità Sostenibile per la identificazione della proprietà della bici con un codice ( es. codice fiscale) , adesivo indelebile o altro sul telaio da  inserire in un apposito Registro digitale comunale e nazionale per la ricerca della bici rubata;

5.    l’impiego di Agenti della Polizia Municipale nella azione di prevenzione-vigilanza contro i ladri di biciclette,   nel contrasto a questi furti con il posizionamento di biciclette “ civetta” con la denuncia e arresto dei responsabili, per realizzare la Rimini Città Sicura.

                                                            

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La passeggiata sul Canale tombato dell’Ausa: dopo soli tre anni, la pavimentazione in ecolegno rifatta con il calcestruzzo architettonico.
   

 1.06.2019

E’ stato realizzato nei primi mesi del 2016 il tombamento del Canale Ausa con sottostante struttura scatolare in cemento nel tratto di spiaggia e la sovrastante passeggiata con una spesa complessiva di 1.720.000 euro:

Per la pavimentazione della passeggiata sono stati utilizzati due tipologie di materiali, il calcestruzzo architettonico per la passeggiata “dinamica”   verso il mare e una pavimentazione in ecolegno per gli ambiti di “sosta e seduta”.

La Giunta Comunale ha approvato in data 24.11.2015 il progetto definitivo-esecutivo di Hera, redatto e attuato da Hera, con l’onere finanziario  dello stesso reperito dal soggetto gestore dagli introiti da tariffa.

La Relazione Architettonica e il Computo Metrico Estimativo dei prezzi allegati al Progetto approvato con la Delibera  descrivevano e prevedevano quanto segue:

•    il calcestruzzo architettonico è resistente al gelo/disgelo, all’abrasione, alla fessurazione, ed agli urti, gettato in opera con uno spessore finito minimo di cm.10 e tinta del conglomerato color sabbia, su una superficie di mq. 729 al prezzo unitario di 46,28 euro costa 33.738, 12 euro;

•    l’ecolegno utilizzato per le aree di sosta è  un prodotto innovativo ideale, di notevole durabilità, semplice da installare, buona stabilità, resistenza all’invecchiamento, agli agenti atmosferici, ridotto livello di manutenzione, elevati standard di sicurezza(zigrinatura antisdrucciolo, assenza di schegge);

•    la posa della pavimentazione in ecolegno comporta la esecuzione di sottofondo in calcestruzzo dello spessore di cm.5 su una superficie di mq.1050 al prezzo unitario di 17,80 euro con un costo di 18.690,00 euro;

•    la fornitura e posa del pavimento con tavole  in ecolegno fissate ai longheroni del massetto di sottofondo in modo da assicurare lo scolo dell’acqua e l’impermeabilizzazione su una superficie di mq.1050 al prezzo unityario di 120,15 euro costa 126.157,50 euro.

Ebbene, dopo soli tre  anni dall’ultimazione  nel maggio 2016 della suddetta passeggiata, in questo mese di maggio 2019, l’intera pavimentazione di ecolegno è stata smantellata e la stessa superficie ripavimentata con il calcestruzzo architettonico.  

Con l’interrogazione in Consiglio di ieri sera ho chiesto spiegazioni su questa errata e costosa esecuzione dei lavori :

1)    la pavimentazione in legno sulla passeggiata del Canale  Ausa, divelta  dopo appena tre dalla sua realizzazione, è  costata 144.847 euro oltre alle spese di rimozione;

2)    la ripavimentazione di calcestruzzo architettonico della stessa superficie ,  secondo i prezzi di tre anni fa,  comporta una ulteriore spesa di non meno di altri 50.000 euro;

3)    il costo finale sostenuto per la demolizione della pavimentazione in ecolegno e rifacimento in calcestruzzo architettonico ammonta a non meno di 200.000 euro;

4)    la  demolizione della pavimentazione in ecolegno tanto promossa ed enfatizzata per la qualità ambientale e la durevolezza  è stata  motivata con il materiale inadeguato e lo stato di degrado dopo appena tre anni dal suo utilizzo;

5)    Poiché l’onere dell’intervento era reperito da Hera con la tariffa sul  servizio idrico, l’Amministrazione Comunale deve assicurarsi che gli errori di Hera non siano scaricati sui cittadini.          
                                           

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Finalmente sgomberato dagli occupanti abusivi l’ex albergo Aurum per ristabilire la legalità ed eliminare il degrado igienico sanitario sul lungomare di Viserba.
   

 25.5.2019

E’ stato sgomberato dalla Polizia Municipale insieme a Polizia di Stato e Carabinieri l’ex albergo Aurum di Viserba, un immobile di 4 piani, occupato da anni da decine di africani, fino a 70-80 nei mesi estivi.   

Avevo chiesto ripetutamente con due interrogazioni al Sindaco  il 18.5.2017 e il 28.2.2019 a procedere urgentemente allo sgombero degli occupanti abusivi dell’ ex Albergo  Aurum che perdurava da anni per ripristinare la legalità ed eliminare il degrado igienico sanitario nel centro turistico di Viserba.

L’Ausl -dipartimento Sanità pubblica a seguito di un sopralluogo nell’ex albergo il 15.12.2016, aveva evidenziato una situazione di grave degrado igienico sanitario ( cumuli di rifiuti, sporcizia, devastazioni della struttura)  tale da costituire un pericolo per gli occupanti e la salute pubblica e proposto all’Amministrazione Comunale l’emissione di un provvedimento finalizzato allo sgombero dell’immobile.

Il Sindaco con Ordinanza Sindacale contingibile e urgente notificata alla proprietà il 13.1.2017 chiedeva di procedere allo sgombero entro 20 giorni, anche se era impossibile alla proprietà privata sgomberare il suo immobile da decine di occupanti.

Dopo che sono trascorsi altri due anni, finalmente l’immobile è stato “liberato” e restituito al proprietario.

Complimenti alla Polizia Municipale e alle Forze dell’Ordine per l’esecuzione dell’operazione senza particolari problemi di ordine pubblico.

Dopo anni di ritardo, con giustificazioni incomprensibili sui diritti degli occupanti, per la maggior parte venditori abusivi d’estate, ad ottenere una casa dal  Comune, l’importante è  che sia  stata ristabilità la legalità e per eliminare quel degrado sul lungomare di Viserba .

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Divieto di consumo di bevande alcoliche sul suolo pubblico. L’ordinanza del Sindaco recepisce solo temporaneamente e limitatamente la mia Mozione consigliare.
   

 22.05.2019

Prendo atto dell’Ordinanza contingibile e urgente del Sindaco per contrastare dal 15 giugno al 30 ottobre 2019 il consumo di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione tutti i giorni h24 nelle aree pubbliche ricomprese all’interno di una parte del Centro Storico.  

E’ un provvedimento che recepisce temporaneamente e limitatamente la modifica proposta dal sottoscritto con la mozione consigliare del 24.5.2018, discussa in Commissione il 12.9.2018,   al Regolamento di Polizia Urbana con “il divieto di consumo sul suolo pubblico di bevande di qualsiasi gradazione alcolica”.

Attualmente il Regolamento vieta solo il consumo dei superalcolici (otre i 21 gradi) sul suolo pubblico.

Non è adeguato per contrastare i bivacchi di persone con la bottiglia in mano che creano disagio ai cittadini, causano problemi di ordine pubblico e sicurezza, nuocciono al decoro e alla vivibilità urbana con l’abbandono a terra dei contenitori di vetro, latta o plastica.

Non consente di intervenire sulle  situazioni “fuori controllo” , che perdurano sotto gli occhi di tutti, davanti  all’ingresso del Mercato Centrale Coperto, al parcheggio della Stazione (Bike park) e nei Giardini della Stazione, all’angolo di Corso Giovanni XXIII -Via Bastioni Settentrionali, sulle “gradinate” di Piazza Cavour, in Via Gismondo, e in altri luoghi della città.

Perciò è necessario modificare il Regolamento di Polizia Urbana per contrastare sempre e ovunque il consumo di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sul suolo pubblico di vie, piazze, marciapiedi, area mercatali, parcheggi, nei pressi di minimarket che vendono tali bevande. ,

Il divieto di consumo delle bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sul suolo pubblico è ormai la Regola nei paesi del Nord Europa e sempre più nelle città italiane.

Pertanto, il mio auspicio è che la “sperimentazione” dell’Ordinanza del Sindaco si consolidi nelle modifiche al Regolamento  di Polizia Urbana da me richieste con la Mozione iscritta all’ODG del Consiglio Comunale:

1)    “E’ vietato consumare bevande di qualsiasi gradazione alcolica sul suolo pubblico, se non nelle pertinenze di bar, luoghi di somministrazione, o aree pubbliche autorizzate da parte della Amministrazione Comunale ( Sanzione da euro 100 a euro 600)”;

2)    “Il consumo di bevande alcoliche sul suolo pubblico potrà essere autorizzato in deroga, solo in occasione di iniziative e manifestazioni particolari di interesse collettivo, individuate dalla Giunta Comunale, sempre nel rispetto della vivibilità degli spazi pubblici e del consumo responsabile”.


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Riqualificare la stradina di collegamento tra la Via Garibaldi e il Giardino “Vittime della Uno Bianca” che si trovano in uno stato di degrado e abbandono.
   

 13.05.2019

Dopo 60 anni dalla cessazione della ferrovia Rimini-Novafeltria, si trova in uno  stato di degrado la stradina  a ridosso dei Bastioni Occidentali, dalla  Via Garibaldi al Giardino “Vittime della Uno Bianca” anch’esso trascurato come mostrano le diverse “lapidi” a ricordo “spezzate”.


La superficie della stradina è cosparsa da uno strato di polvere bianca che si solleva al minimo transito dei pedoni o dei ciclisti mentre con la pioggia si ricopre di fango e pozzanghere.


L’illuminazione pubblica è inesistente cosicchè nelle ore notturne l’accesso alle case dei residenti avviene nell’oscurità.


Le mura medievali sovrastanti sono degradate da decenni e invase dalle sterpaglie.


La stradina non di proprietà comunale ma del demanio statale in concessione alle ex ferrovie padane, è in una  condizione che crea disagi a residenti,  passanti e presenta una brutta immagine nel nostro Centro Storico.


Per queste ragioni ho chiesto al Sindaco nell’ultima seduta del  Consiglio Comunale i seguenti interventi di riqualificazione.


1)    La pavimentazione della stradina con il materiale cementizio dei percorsi ciclabili per eliminare lo strato polveroso e le buche.

2)    L’installazione di lampioni della illuminazione pubblica per la visibilità e la sicurezza nelle ore notturne.

3)    La ripulitura dalle vegetazione infestante le Mura dei Bastioni Occidentali fino al Torrione medievale riportato a vista dopo la demolizione dell’ex “bar Tricheco”.


4)    Il ripristino delle “lapidi” frantumate nel Giardino intitolato alle “Vittime della Uno Bianca”.



5)    Si tratta di valorizzare un percorso ciclo-pedonale alternativo al pericoloso transito sul ristretto marciapiede della vecchia Circonvallazione Occidentale  e di collegamento dall’Arco di Augusto e Parco Cervi al Campone di Castelsimondo fino al Ponte di Tiberio e Parco Marecchia.


 

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Il Consiglio Comunale esprime la volontà generale per realizzare in tempi brevi la Nuova Questura e la Cittadella della Sicurezza in Via Ugo Bassi.
   

 19.4.2019

E’ stato approvato, ieri sera, quasi all’unanimità dal Consiglio Comunale, con solo 2 voti di astensione della Lega, l’odg presentato dal sottoscritto che chiede al Sindaco di farsi portavoce della volontà generale del Consiglio Comunale  con il Ministero dell’Interno  per realizzare in tempi brevi la Nuova Questura e la Cittadella della Sicurezza in Via Ugo Bassi nell’edificio in acquisto dallo Stato.

La soluzione con la locazione dell’immobile di Piazzale Bornaccini può essere solo emergenziale per le esigenze immediate della Questura e di breve durata, in quanto, nonostante la deroga agli strumenti urbanistici,  permangono gli oggettivi limiti, strutturali dell’edificio, l’insufficienza dei parcheggi, l’impatto sul contesto circostante già congestionato da uffici comunali, residenti palacongressi.

L’ODG ribadisce nell’interesse generale della città le seguenti ragioni: :

1)     L’idoneità della Nuova Questura nel complesso immobiliare di Via Ugo Bassi, costruito appositamente dal 2000 al 2003 sull’asse mediano di attraversamento veloce della città, con la superficie di mq.23.000 e con caratteristiche intrinseche( circa 100 stanze per 200 Agenti di rinforzo nel periodo estivo), le abitazioni per il Questore e Vice Questore, i posti auto all’interno, l’ampio parcheggio all’esterno per l’accessibilità dei cittadini.

2)    La necessità di realizzare la Cittadella della Sicurezza, comprendente oltre la Nuova Questura,  la Sezione della Polizia Stradale e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza.   

Il Consiglio Comunale, dopo l’inspiegabile ritiro da parte dell’INAIL  dell’offerta al Curatore fallimentare,  confida che la proposta comunicata al Comune del Ministero dell’Interno  di acquisto e ristrutturazione dell’immobile di Via Ugo Bassi si concretizzi in tempi brevi .

Dopo ormai 20 anni di impegni disattesi  e  annunci da parte di Ministri degli Interni di tutti i colori, non si possono aspettare altri 20 anni, per realizzare a Rimini la Nuova Questura e la Cittadella della Sicurezza.    

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E’ urgente regolamentare l’apertura delle Moschee e tutelare la sicurezza.
   

 5.4.2019

E’ trascorso oltre un anno e mezzo dall’Ordinanza Comunale del 29.9.2017 di demolizione delle opere abusive realizzate e di ripristino nell’immobile di Via San Nicolo 11 riguardanti il trasferimento e l’ampliamento della Moschea nel Borgo Marina.

Infatti, il cambio di destinazione d’uso da ex officina a luogo di culto con l’aumento del carico urbanistico, secondo il vigente Regolamento Urbanistico Edilizio (Rue), comportava il reperimento degli standard urbanistici ( i parcheggi) e  se impossibile, come in questo caso, la loro monetizzazione che deve essere approvata dalla Amministrazione Comunale.

Comunque sia,  va  considerato , l’impatto di  una Moschea per almeno e 400 persone, sottostante al piano terra un condominio di 3 piani, all’incrocio di due strade strette con parcheggi minimi, senza la possibilità di parcheggi per auto, moto, cicli.

Resta il problema del trasferimento della Moschea sita dal 2004 in una casetta di Corso Giovanni XXIII° al n.100 con una superficie di circa 100 mq. e la destinazione catastale ad uso uffici, in un’altra zona più idonea della città e in un immobile compatibile per eliminare l’impatto delle centinaia di Mussulmani che vi accedono sul Borgo Marina.  

Proprio alla luce dell’esperienza nel Borgo Marina, chiedo da allora, la variante al RUE per regolamentare l’apertura delle Moschee stabilendo adeguati standard urbanistici, quali : la superficie, l’altezza, la collocazione, l’indice di affollamento, l’impatto acustico, la visitabilità, le norme igienico sanitarie, la sicurezza, i parcheggi, le possibili localizzazioni sul territorio per evitare l’impatto sulla vita dei residenti.-

Ho sollecitato, pertanto,  l’Amministrazione Comunale con l’interrogazione consigliare di ieri sera a presentare in Consiglio Comunale l’auspicata Variante al Rue.

Per evitare che l’insediamento delle Moschee  avvenga, come adesso, a nome dei centri culturali islamici più facilmente compatibili con le destinazioni d’uso degli immobili alle norme urbanistiche.

Inoltre, ritengo necessario, per ragioni di sicurezza che l’Amministrazione Comunale e il Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza conoscano quanti e quali sono i luoghi di culto islamici o Moschee nel Comune di Rimini, chi sono i loro responsabili, a quale organizzazione islamica fanno riferimento, per assicurare il rispetto delle nostre leggi, delle regole su cui si fonda la civile convivenza e dei valori che contraddistinguono la nostra civiltà.

Tenuto presente anche quanto riportato dal quotidiano La Stampa del 3 aprile:  da alcuni Paesi del Golfo Arabo arriverebbe “un fiume di soldi” per le Moschee e Centri Islamici in Italia , a sostegno di organizzazioni e comunità islamiche radicali.  
                                                   
                                                            

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Aumento dell’Addizionale Comunale Irpef ed iniquità della Tari. L’Amministrazione Comunale respinge le mie proposte alternative.
   

 28.03.2019

La maggioranza consigliare, martedi sera, ha approvato definitivamente con le variazioni del Bilancio di Previsione 2019-2021 l’aumento della Addizionale Comunale Irpef dallo 0,3% allo 0,8% ( +4.800.000 euro) e le  tariffe della Tari (l'-0,30%).

L'aumento delle aliquote dell’addizionale Irpef, anche se l’A.C. ha cercato di giustificarlo  politicamente a fronte del 1°stralcio   lavori del Progetto di Rimini Nord, non è temporaneo ma strutturale  a fronte della spesa corrente del Bilancio comunale .

Se fosse stato un provvedimento temporaneo,  il Comune poteva  ricorrere (come avevo proposto con i miei emendamenti),  ad un fido temporaneo o ad un mutuo chirografario, in attesa del rimborso dei finanziamenti previsti a saldo lavori dal Bando delle Periferie, oppure  “smobilizzando” le azioni “libere” o “ vendibili”  di Hera di cui il Comune può oggi disporre pari ad un numero di 1.878.628 azioni ( su un totale di 20.385.208) per un controvalore di circa 4.600.00 euro.

In verità, il bilancio comunale è in affanno per la crescita della  spesa corrente, nonostante l’aumento delle entrate tributarie e della imposta di soggiorno, l’introduzione del  canone dei passi carrai, il recupero dell’evasione tributaria .

L’Amministrazione Comunale preferisce alle alternative proposte continuare con l’aumento della pressione fiscale, che colpisce i redditi medio-bassi di lavoratori dipendenti, pensionati, artigiani, commercianti, già alle prese con una perdurante crisi economica e sociale.

Riguardo la TARI per il 2019 , la spesa totale è di 41.102.638 a carico dei 75.000 contribuenti riminesi.

Un costo  per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, gestito da Hera in regime di monopolio e di “prorogatio” da 8 anni, essendo la Convenzione scaduta il 14.3.2011, senza ancora effettuare la prevista gara europea per salvaguardare nell’affidamento le condizioni di trasparenza, efficienza, economicità, a vantaggio dei cittadini riminesi.  

Dopo la maggiorazione del 2,90% nel 2018, quest’anno c’è una riduzione tariffaria minima dello 0,30%,  con il recupero dell’evasione di 500.000 euro e nonostante il forte incremento della raccolta differenziata che  ha raggiunto il 70% del rifiuto urbano (negli ultimi due anni  dalle 65.000 tonn. del 2017 alle 78.000 tonn. previste nel 2019) .

Permane il problema del pesante insoluto TARI, previsto anche quest’anno di 7 milioni di euro ( oltre il 15%) , costituito da coloro che non pagano la tassa, principalmente gestori di attività stagionali che la scaricano sui contribuenti onesti.

Infatti, come risulta ufficialmente,  nell’ambito delle insolvenze 2018 per un totale di 7.363.000 euro, figurano :
348 alberghi per 2.109.000 euro, 255 bar per 400.000 euro, 149 ristoranti per 600.000 euro , in totale 752 utenti per una evasione complessiva di 3.109.000 euro (oltre il 40%), a cui vanno aggiunte 11.400 utenze domestiche per 2 .400.000 euro  

Per questo, avevo proposto un emendamento ( non accolto)   per  interrompere nel pieno della stagione estiva, le attività che evadono deliberatamente .

Anche, perché, non sappiamo se e quando il Governo e il Parlamento approveranno un provvedimento, l’auspicato DURT, che consentirebbe ai  Comuni di impedire quelle attività economiche  che  non pagano la tassa,  e praticano la concorrenza sleale.

Intanto, però,  il Comune deve fare di tutto per ristabilire la legalità e il principio di equità verso i contribuenti.

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Il Sindaco non autorizzi la tecnologia 5G sulla nostra spiaggia finchè non sia verificata la sua innocuità per la salute delle persone e la salvaguardia dell’ambiente.
   

 22.3.2019

Entro il mese verrà presentato dal Consorzio Spiaggia Rimini network alla Amministrazione Comunale il progetto che prevede sui 7 Km. di spiaggia, da Piazzale Boscovich a Miramare, l’installazione di 160 pali, di cui 80 in riva al mare e altrettanti in zona cabine dotati delle nuove video camere e delle illuminazioni come deterrenti alla criminalità.

Da rilevare che gli 80 pali in zona cabine saranno dotati anche delle microcelle a cui si potranno appoggiare gli operatori telefonici che avranno la tecnologia 5G.

Sono d’accordo con l’installazione della illuminazione e della video-sorveglianza,  come già sostenuto con una Mozione ed Odg per la sicurezza e la legalità sulla nostra spiaggia, “bocciati” allora dalla Giunta e dalla maggioranza  nel Consiglio Comunale tematico del 18.6.2015 contro l’abusivismo commerciale.

Invece, ritengo necessario conoscere gli effetti per la salute umana sull’esposizione alle radiazioni di alta frequenza wireless di quinta generazione 5G, la nuova tecnologia introdotta in Italia dal 1° Gennaio scorso.  

Parlamentari, Amministrazioni Comunali, migliaia di cittadini con petizioni chiedono al Governo di non consentire autorizzazioni di  infrastrutture tecnologiche e dispositivi 5G fino a quando non verrà scongiurato con studi scientifici il pericolo per la salute pubblica.

E’ in corso dal 2018 una campagna nazionale di opinione pubblica promossa dall’alleanza italiana “Stop 5G” sulla base di autorevoli studi scientifici in Italia (Istituto Ramazzini di Bologna) e all’estero che chiede al Governo di applicare il Principio di Precauzione, di fermare la fase sperimentale del 5G nelle 9 città pilota (Roma, Milano, Torino, Genova, Cagliari, l’Aquila, Bari, Prato, Matera ), di non alzare i valori limite nella soglia di legge d’irradiazione elettromagnetica e di minimizzare il rischio sanitario, promuovendo uno studio epidemiologico sui campi elettromagnetici.

Pertanto, con l’interrogazione consigliare di ieri sera, ho chiesto al Sindaco, quale garante della incolumità pubblica, di astenersi dall’autorizzare l’installazione della tecnologia 5G che potrebbe comportare l’aumento delle emissioni dei campi elettromagnetici e delle radiofrequenze rischiose in particolare per i bambini, le donne incinte, i neonati, gli anziani, i malati, i portatori di protesi e pacemaker.

Al fine di prevenire i pericoli per la salute dei cittadini e turisti, per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, in base al principio di precauzione.

In attesa della produzione di garanzie scientifiche che ne attestino la compatibilità con l’incolumità fisica delle persone e la sicurezza di tutto l’ambiente urbano.   

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Perchè il Bike Park o Velostazione non decolla. La mia proposta per uscire dall’inconcludenza e realizzare subito il deposito custodito e in sicurezza delle biciclette.
La mia proposta di interventi concreti e urgenti contro i furti delle biciclette.
La passeggiata sul Canale tombato dell’Ausa: dopo soli tre anni, la pavimentazione in ecolegno rifatta con il calcestruzzo architettonico.
Finalmente sgomberato dagli occupanti abusivi l’ex albergo Aurum per ristabilire la legalità ed eliminare il degrado igienico sanitario sul lungomare di Viserba.
Divieto di consumo di bevande alcoliche sul suolo pubblico. L’ordinanza del Sindaco recepisce solo temporaneamente e limitatamente la mia Mozione consigliare.
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