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Prosegue lo snaturamento culturale e identitario di Piazza Malatesta!
 
 

10.10.2020

Il Sindaco Gnassi e la sua maggioranza consigliare hanno votato contro la mia Mozione “Riscopriamo e valorizziamo la storia millenaria di Piazza Malatesta”.

Non hanno considerato la realizzazione della fontana di 1.000 mq lungo il perimetro del “fossato” di Castel Sismondo e il vano tecnico sottostante, interrato a 4 metri di profondità, strutture permanenti, invasive, incompatibili nell’area tutelata.

Invece di riscoprire il fossato, liberandolo dagli interramenti, come auspicato per decenni anche dai Piani Regolatori e dal Piano Strategico, si costruisce incredibilmente sul “fossato”, tra le mura difensive del Castello!   

Non sono rispettati il Vincolo Archeologico del 29/10/1991 sull’area di Castel Sismondo comprendente il “fossato”, finalizzato a garantire la tutela del sottosuolo e il Vincolo di inedificabilità assoluta del 14 Marzo 2015, su tutta la Piazza Malatesta, per assicurare la visibilità del Castello.

Neppure è stata presentata la soluzione progettuale, prevista dalla Soprintendenza, per valorizzare le strutture archeologiche emerse, quali la “controscarpa del fossato” e i “battiponte” di accesso al Castello.

Nessun interesse per Piazza Malatesta-area archeologica, anche se a pochi metri di distanza, sotto la platea del Teatro Poletti, i reperti archeologici rinvenuti, documentino la storia di Rimini, dalla nascita della città (220 A.C.), passando per il periodo romano, medievale, i Malatesta, fino all’Ottocento.

ll Progetto “Museo Fellini” va avanti, senza remore, con lo snaturamento culturale e identitario di Piazza Malatesta che, dopo le trasformazioni, potrebbe anche chiamarsi “Piazza  Fellini”.  

Un progetto Iniziato con Castel Sismondo “ridotto”, a “contenitore” del Museo Fellini, e le sale rinascimentali allestite a set felliniani; dalla Cineteca Fellini del “Fulgor” si espande alla Piazza Malatesta, che diventa la Piazza delle “ambientazioni felliniane”: le scene rurali della campagna, la fontana con una lama d’acqua per evocare il passaggio del Rex, l’arena cinematografica di 8 e 1/2 con “l’americana” impattante sullo sfondo.

Per il Sindaco Gnassi è più “importante” il “Museo Fellini” con il “Circ Amarcord” che Sigismondo Malatesta con il Castello, progettato dal Brunelleschi, e i protagonisti del Rinascimento italiano, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Agostino di Duccio, Matteo de Pasti che, con il Signore di Rimini, realizzarono il capolavoro del Tempio Malatestiano.

Una scelta “strumentale”, uno snaturamento culturale, invece di valorizzare la storia identitaria di Piazza Malatesta, specifica della nostra Città.

 
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Riscopriamo e valorizziamo la storia Millenaria di Piazza Malatesta.
 
 

 8.10.2020

Dopo le due interrogazioni consigliari, ho presentato la Mozione “Riscopriamo e valorizziamo la storia millenaria di Piazza Malatesta”, iscritta al primo punto del Consiglio Comunale tematico di domani, giovedì 8/10/2020.

Premesso che, il Progetto del Museo Fellini in Piazza Malatesta, tra il Castello e il Teatro, prevede :

1)     La realizzazione di un’ampia fontana, di circa 1.000 mq, lungo il perimetro del “fossato” di Castel Sismondo, con una lama d’acqua e vaporizzatori per evocare atmosfere felliniane, come il “passaggio del Rex”;

2)    Il vano tecnico della fontana, collocato ad una profondità di 4 metri nell’area del “fossato”.  

che, nella stessa area tra il Castello e il Teatro, gli scavi in corso hanno fatto emergere l’”antemurale” o “controscarpa” del “fossato”, la prima linea di mura difensive, e i “battiponte” di accesso a a Castel Sismondo, come annunciato con la prima interrogazione consigliare del 16 Luglio scorso, dinnanzi al silenzio della Amministrazione Comunale;

che, la Soprintendenza, in base al sondaggio eseguito, ha confermato, nella nota al Comune del 19.6.2020, la presenza di “strutture archeologiche”, in corrispondenza del vano tecnico della fontana nel  “fossato”, come evidenziato nella seconda interrogazione consigliare del 24 Settembre scorso;   

che, sempre la Soprintendenza, ha ritenuto, oltre tre mesi fa, necessario ampliare e approfondire l’indagine archeologica per individuare una soluzione progettuale che possa tutelare e conservare le strutture archeologiche individuate;

ricordato, il Vincolo Archeologico del 29.10.1991 sull’area della Rocca Malatestiana comprendente il “fossato”, finalizzato a garantire la tutela del sottosuolo;  il Vincolo di inedificabilità assoluta del 14 Marzo 2015 su tutta Piazza Malatesta, per assicurare la visibilità del Castello;  il Piano Strutturale Comunale per cui le nuove superfici, gli arredi e più in generale il disegno della Piazza deve tenere in considerazione le risultanze delle indagini archeologiche;

la Mozione impegna il Sindaco

1)    A rendere pubblico l’esito dell’ampliamento e approfondimento dell’indagine archeologica richiesta dalla Soprintendenza;

2)    A considerare oggettivamente la fontana di 1.000 mq. lungo il perimetro del fossato e il vano tecnico sottostante, interrato a 4 metri di profondità, strutture permanenti, invasive, incompatibili nell’area tutelata del Castello e del “fossato”, non certo opere “leggere e amovibili”;

3)    Ad elaborare la soluzione progettuale per recuperare e valorizzare le strutture archeologiche emerse, quali: “l’antemurale” o  “controscarpa” del “fossato”, i “battiponte” di accesso al Castello e quelle che stanno venendo alla luce in tutta la piazza, (come avvenne nel 1989 con la scoperta della Domus del Chirurgo durante i lavori di ripavimentazione del Giardino Ferrari);  


4)    Ad operare la revisione radicale del progetto esecutivo “Museo Fellini-Piazza Malatesta”, riscoprendo di più e valorizzando la storia millenaria di Piazza Malatesta, quale naturale area archeologica compresa tra il Castello, il Teatro e la ex Cattedrale di Santa Colomba;  

5)    A non ricoprire tutto quanto rinvenuto, per realizzare velocemente la Piazza delle “ambientazioni felliniane”, incompatibili con la valorizzazione del patrimonio storico, in particolare di Castel Sismondo, progettato dal Brunelleschi, e non necessarie dopo la Cineteca di Fellini al Fulgor e la “riduzione” anche di Castel Sismondo a “contenitore“ del Museo Fellini.

 
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Case popolari: i nomadi in fila come le famiglie riminesi in difficoltà!
 
 

6.10.2020

Per la chiusura del campo nomadi illegale di Via Islanda, la Giunta Comunale aveva approvato il 29/5/2018 l’individuazione di cinque “ microaree” comunali (in Via Montepulciano, Via Cupa, Via Feleto, Via Della Lontra, Via Orsoleto), per l’insediamento di 6 nuclei famigliari Sinti (un totale di 32 persone).

Ricordo:

1.    le proteste dei cittadini, preoccupati per la sicurezza e il degrado delle aree vicino alle loro case;

2.    la spesa pubblica prevista per l’operazione era di circa 400.000 euro (per  l’acquisto di 12 casette -2 per nucleo- e l’urbanizzazione delle aree con luce, acqua, gas, recinzioni, ecc.);

3.    i miei ripetuti interventi (3 interrogazioni, 1 mozione, 1 Odg) per chiedere il ritiro della Delibera che prevedeva trattamenti preferenziali ai nomadi;    

4.    i 500 milioni di lire spesi nel 2000 per la chiusura del vicino Campo Nomadi di Via Portogallo con il versamento di 22 milioni di lire ad ognuna delle 23 famiglie di “rom” per lasciare il campo;

5.    le spese sostenute nei decenni nei Campi di Via Islanda e Via Portogallo per pagare acqua, luce, rifiuti, volontariato, assistenti sociali, personale del Comune ecc.

Ora, secondo le dichiarazioni pubbliche del capogruppo di  “Patto Civico  con Gnassi”, l’Amministrazione Comunale ha cambiato idea sulle “microaree” e chiesto all’ACER  (Azienda Casa Emilia-Romagna) la sistemazione dei nuclei Sinti negli appartamenti dell’Edilizia Residenziale Pubblica per favorire la loro integrazione.  

Sottolineo, che l’accesso all’edilizia popolare (ERP) è determinato da un Regolamento che definisce la graduatoria in base alle condizioni  famigliari, di reddito, di residenza:

ci sono già 1700 famiglie in lista di attesa con una disponibilità di 40-50 alloggi all’anno, mentre il ricorso agli Alloggi di Emergenza Abitativa reperiti dai privati ad un canone medio di 500 euro mensili, è solo straordinario e momentaneo.

Quindi, i nuclei  Sinti si devono mettere in fila nella graduatoria, come le molte famiglie riminesi in difficoltà, senza corsie preferenziali, e poiché dicono di essere riminesi, dovrebbero conoscere e rispettare le regole della convivenza se vogliono integrarsi: lavorando, pagando le tasse e mandando i figli a scuola.

Chiedo alla Giunta Comunale di voltare pagina: Il campo nomadi abusivo e degradato di Via Islanda rappresenta il fallimento del permissivismo, dell’assistenzialismo, da parte delle Amministrazioni Comunali, e della irresponsabilità dei nomadi.  

 
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Chieste le modifiche alla nuova rotatoria di Viale Valturio -Via Marecchiese per eliminare le nuove lunghe deviazioni agli abitanti di Via De’ Suriani.
 
 

 2.10,2020

Con la realizzazione della nuova rotatoria di Viale Valturio-Via Marecchiese si è eliminata, come richiesto, la deviazione su Viale Valturio  per i veicoli provenienti da Via Montefeltro e diretti sulla Via Marecchiese, ma si sono create nuove lunghe deviazioni, eliminando  l’immissione diretta su via De’ Suriani, ai veicoli provenienti da Viale Valturio.

Infatti, i veicoli provenienti da Viale Valturio, diretti in Via De’ Suriani, devono immettersi su Via Marecchiese fino alla rotonda Caduti di Marzabotto, da aggirare e ripercorrere in senso inverso, fino alla svolta su Via De’ Suriani.  

In alternativa, devono aggirare la nuova rotonda, verso Via Montefeltro, svoltare in Via Bilancioni, poi, via Di Mezzo, fino a Via Caduti di Marzabotto, o alle vie laterali per raggiungere Via Marecchiese e infine Via De Suriani.

Risultato: i residenti in Via De’ Suriani, una strada già senza via d’uscita, con la realizzazione della rotatoria, hanno visto peggiorata l’accessibilità alle loro abitazioni con nuove lunghe deviazioni.

Invece, bastava considerare :    

a)    che i veicoli provenienti da Viale Valturio, aggirando la rotatoria verso via Montefeltro-Borgo Mazzini, comportano la “fermata temporanea”  dei veicoli da Via Marecchiese;

b)    che la “ sola uscita “ consentita dei veicoli da Via De Suriani, comporta la stessa “fermata temporanea”  dei veicoli da Via Marecchiese;

e adottare la soluzione analoga:    

c)    consentire ai veicoli che percorrono Viale Valturio verso monte, l’immissione diretta su Via De’ Suriani, comportando la stessa ”fermata temporanea” ai veicoli provenienti da Via Marecchiese.

Ho chiesto, con l’interrogazione consigliare di ieri sera, il ”ripensamento” della Amministrazione Comunale sulla realizzazione della rotatoria, per eliminare le nuove deviazioni, i disagi creati ai cittadini di via De’ Suriani, e per migliorare anche la fluidificazione del traffico, in particolare sulla Via Marecchiese.

 
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L’ordinanza “temporanea e limitata” del Sindaco per contrastare il consumo dell’alcol sul suolo pubblico è un provvedimento insufficiente.
 
 

 19.9.2020

L’ordinanza del Sindaco per contrastare il consumo di alcol sul suolo pubblico, temporaneamente, dal   10 ottobre al 31 maggio e limitatamente ad un perimetro del Centro Storico, è un provvedimento  insufficiente.

Il contrasto al consumo dell’alcol sul suolo pubblico non può ridursi ad alcuni mesi dell’anno,  né può essere circoscritto all’interno di una parte del Centro Storico, delimitata da alcune vie, trascurando il restante territorio comunale.

Bisogna contrastare “sempre e ovunque” il consumo di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sul suolo pubblico,  di vie, piazze, marciapiedi, aree mercatali, parcheggi, aree verdi, nei pressi di supermercati o minimarket che vendono tali bevande.

Le occupazioni del suolo pubblico da parte di persone con il bicchiere o le   bottiglie in mano che bivaccano, nuociono al decoro e alla vivibilità urbana: creano disagi ai cittadini, causano problemi di ordine pubblico e sicurezza, disturbo della quiete, danneggiamenti, imbrattamenti e l’abbandono a terra dei contenitori di vetro, latta o plastica.

Mentre in diversi luoghi pubblici della città  avviene tutto ciò, il vigente Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Rimini, all’art.3, si limita a vietare solo il consumo dei superalcolici (oltre 21 gradi) sul suolo pubblico, consentendo le altre bevande alcoliche.   

Per questo, oltre 2 anni fa,  ho presentato,  il 24.5.2018, la Mozione consigliare di modifica al Regolamento di Polizia Urbana, discussa in Commissione il 12.9.2018, che attualmente vieta solo il consumo dei superalcolici (oltre i 21 gradi), con i seguenti emendamenti :

1)    E’ vietato consumare bevande di qualsiasi gradazione alcolica sul suolo pubblico, se non nelle pertinenze di bar, locali, luoghi di somministrazione, o aree pubbliche autorizzate da parte della Amministrazione Comunale (Sanzione da euro 100 a euro 600);

2)    Il consumo di bevande alcoliche sul suolo pubblico potrà essere autorizzato, in deroga, solo in occasione di iniziative e manifestazioni particolari di interesse collettivo, individuate dalla Giunta Comunale, sempre nel rispetto della vivibilità degli spazi pubblici e del consumo responsabile.

Invece di ricorrere per la terza volta a “Ordinanze temporanee e limitate”, che non possono essere definite “contingibili e urgenti”, dinnanzi a situazioni persistenti; è necessario, modificare “coerentemente” il Regolamento di Polizia Urbana per vietare nell’intero Comune di Rimini il consumo delle bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sul suolo pubblico, che è Regola adottata nei paesi del Nord Europa e sempre più nelle città italiane.

 
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Riscopriamo e valorizziamo la storia Millenaria di Piazza Malatesta.
Case popolari: i nomadi in fila come le famiglie riminesi in difficoltà!
Chieste le modifiche alla nuova rotatoria di Viale Valturio -Via Marecchiese per eliminare le nuove lunghe deviazioni agli abitanti di Via De’ Suriani.
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