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Con la chiusura della Caserma Giulio Cesare, il Comune si riappropri e valorizzi la Statua di Giulio Cesare.
 
 

17.9.2019

Con la  chiusura odierna, 16 Settembre 2019,  della Caserma Giulio Cesare, dopo 83 anni di permanenza a Rimini, non si conosce quale sarà il destino della Statua Giulio Cesare, di proprietà del Comune di Rimini,  che si trova al suo ingresso.

Pertanto, giovedi scorso , ho chiesto in Consiglio Comunale con una interrogazione al Sindaco che il Comune si riappropri della Statua di Giulio Cesare, dopo 74 anni di peripezie.

La Statua fu donata dal Capo del Governo Benito Mussolini alla Città di Rimini, inaugurata il 10 Settembre 1933 nel sito sottostante la Torre dell’Orologio della Piazza Giulio Cesare, dove rimase  12 anni fino al 20 Giugno 1945, quando, vittima della “damnatio memoriae” fu rimossa e trasportata dai Vigili del Fuoco in un capannone di Via Dario Campana e poi sepolta nel greto del fiume Marecchia.

Nel 1953, dopo 8 anni, la statua fu “riesumata” ma concessa in modo “ liberatorio” e “discutibile”,  essendo patrimonio del Comune, dal Sindaco Ceccaroni alla Caserma del Reggimento Artiglieria di Rimini.

Dal 1960 al 1985, il Comm. Umberto Bartolani si adoperò instancabilmente per ottenere la restituzione della Statua e riportarla dentro le Mura urbane.

Il 23.2.1987 ( 32 anni orsono ! ), la maggioranza di sinistra del Consiglio Comunale respinse l’Ordine del Giorno del sottoscritto, che chiedeva di riprendere, dopo la scomparsa del Comm.Bartolani,  le trattative con il Reggimento di Artiglieria per ricollocare la Statua nel centro della Città, o in alternativa,  per superare l’ostracismo ideologico, a fianco dell’Arco di Augusto.     

Il 27.2.1996, la Giunta del Sindaco Chicchi deliberò di collocare la statua di Giulio Cesare  in Piazza Tre Martiri, angolo Corso di Augusto, dov’è tutt’ora, copia di quella della Caserma Giulio Cesare, realizzata grazie al Rotary Club di Rimini e alla Cassa Rurale di San Gaudenzo, che sostennero le spese della Fonderia.   

Con la chiusura della Caserma, a maggior ragione, il Sindaco deve chiedere al Reggimento di Artiglieria e, se necessario, al Ministro della Difesa(  Lorenzo Guerini del PD),   la restituzione della Statua di Giulio Cesare per salvaguardare un Bene di proprietà della Città di Rimini, che non può essere “trattenuto” da chi non ha titolo o “trasferito “ altrove.

Come ho già chiesto con la Mozione consigliare del 30.11.2017 , e l’interrogazione del 29.11.2018, la statua di Giulio Cesare va collocata in un luogo più adeguato della Piazza per essere valorizzata ed evocare che qui, nell’allora Foro di Rimini, il 49 a.C., Giulio Cesare tenne il discorso ai suoi legionari, dopo aver varcato il Rubicone e pronunciato la storica frase “il dado è tratto-alea iacta est “ ( motto sul Gonfalone del Comune di Rimini) per marciare alla conquista di Roma e fondare l’Impero Romano, il più grande della Storia di tutti i tempi.  

Così è ora di restaurare il suo  basamento di bronzo con le lamiere distaccate per eliminare i vistosi e ridicoli rattoppi con lo “scotch”.

La Statua di Giulio Cesare, ammirata e fotografata dai turisti, merita, finalmente, rispetto e di essere “liberata” dallo sfondo del bancomat Unicredit e dalle biciclette di contorno.

 
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L’Amministrazione Comunale con la Variante al Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) facilita la proliferazione dei luoghi di culto islamici.
 
 

 24.7.2019

Non prendiamoci in giro: non è vero, quanto dichiarato dall’Amministrazione Comunale, che se manca il parcheggio non si prega!

Infatti, è sufficiente che i Centri Culturali Islamici occupino una  unità immobiliare con una superficie lorda non superiore a mq. 100,  senza avere l’obbligo di  reperire i parcheggi pubblici e i parcheggi privati.

Questo prevede la Variante al Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE)   all’art.27 per le Funzioni Culturali e Associative , tipi d’uso C2

Al riguardo, basta ricordare e ripetere come è stato aperto nel 2004 da un Centro Culturale Islamico il luogo di culto in Corso Giovanni XXIII n. 100,  nel Borgo Marina, in una casetta uso ufficio di neanche 100 mq. e senza parcheggi.  

Per l’insediamento dei Centri Culturali Islamici non si considera il loro impatto ambientale, come avviene da 15 anni nel Borgo Marina con le centinaia di Mussulmani che accedono per la preghiera, per il mese del Ramadam, in quello che, anche per l’Ass. Frisoni, è un Centro Culturale e non una Moschea.  

Con l’ultima interrogazione del 4.4.2019, avevo sollecitato la Variante al RUE proprio per evitare che l’insediamento delle Moschee o luoghi di culto avvenisse, come si verifica di solito e ovunque, a   nome dei Centri Culturali Islamici più facilmente compatibili con le destinazioni d’uso degli immobili alle norme urbanistiche.

Ma l’Amministrazione Comunale, non ascolta, non recepisce, non impara dalla realtà, bastava una superficie ridotta a 50 o 40  mq,  per unità  immobiliare,  invece di una superficie superiore a mq.100  che  richiede  necessario il reperimento degli standard urbanistici (es. i parcheggi).

Con questa norma, la stessa Amministrazione Comunale, inoltre,  “vanifica” le condizioni urbanistiche previste per l’apertura delle Moschee (es. i parcheggi devono essere sempre reperiti e non monetizzati), in quanto facilita l’insediamento dei Centri Culturali Islamici, che diventano di fatto luoghi di culto, difficili da controllare, con il riproporsi dei relativi problemi, in particolare in un contesto abitato.          

 
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L’Amministrazione Comunale riduce drasticamente il Distaccamento della Polizia Municipale di Miramare invece di potenziarlo.
 
 

 20.7.2019

L’Amministrazione Comunale sta progettando la riqualificazione della palazzina di proprietà comunale, ex sede del Quartiere, di Miramare sita in Piazzetta Decio Raggi n.1 angolo Via Locatelli 67/a.

Attualmente nell’edificio, con ingresso unico da Via Locatelli, si trovano gli Uffici del Distaccamento della Polizia Locale e una Scuola dell’Arte nell’interrato sottostante.

Nello stesso edificio, con ingresso dalla Piazzetta Decio Raggi, vi sono la Delegazione Anagrafica con 2 impiegati, il CUP della AUSL Romagna aperto una volta la settimana, un Centro Anziani, un Centro Giovani  in inverno, un Centro estivo.

La ristrutturazione della palazzina avverrebbe a discapito degli spazi utilizzati dagli 11 Agenti della Polizia Municipale, in servizio sui tre turni, con due stanze al piano terra come spogliatoio e quattro stanze al primo piano più un corridoio usato come archivio e scarico armi, “lasciando” alla P.M. una sola stanza come Front Office per ricevere il pubblico, per ampliare gli spazi del Centro Giovani e del Centro Anziani.

Ho sollevato la questione con l’interrogazione consigliare di giovedi,   perché l’Amministrazione Comunale, con i suddetti lavori, di fatto “taglia” i già limitati e insufficienti spazi del Distaccamento della Polizia Municipale.

Si vuole ridurre e mortificare in una sola stanza l’attività della P.M., invece di migliorare e potenziare i servizi del Distaccamento di Miramare, frazione turistica del Comune di Rimini con 8.000 abitanti, importante per numero di alberghi, pubblici esercizi, attività stagionali, operatori balneari, e presenze turistiche, una realtà territoriale con note “criticità”, da presidiare, assieme alle Forze dell’Ordine, per assicurare legalità e sicurezza.

Con maggiore ragione, I lavori di ristrutturazione dovrebbero migliorare i locali a disposizione della Polizia Municipale, abolendo le barriere architettoniche, per renderli accessibili ai diversamente abili, in quanto l’ascensore si trova nella porzione di immobile in uso al Centro Giovani e al Centro Anziani.

Adeguando i locali del Distaccamento al rispetto delle Norme vigenti (D.L. 81/08 e D.M.L. 450/99) creando condizioni dignitose per gli Agenti, bagni con la separazione di genere, spogliatoi e docce, ingresso riservato agli Uffici della P.M. senza la promiscuità con altre persone che si trovano all’interno dello stesso stabile per accedere alle attività sociali.

Eliminando le infiltrazioni d’acqua piovana dal tetto e dagli infissi sui locali del Distaccamento.

Inoltre, proprio l’Amministrazione Comunale non può consentire, condal   punto di vista edilizio e della sicurezza, che la Scuola dell’Arte svolga l’attività nell’interrato che sarebbe alto appena mt.2,50 con  un’unica entrata-uscita con la Polizia Municipale

Purtroppo, la risposta dell’Ass. Sadegholvaad ha dimostrato di ignorare il rispetto delle Norme sul Lavoro e poca considerazione per le attività di polizia stradale, amministrativa, giudiziaria, edilizia, che gli Agenti della Polizia Locale svolgono non solo sulla strada ma perfezionano negli uffici, dove ricevono il pubblico.   

Una risposta “ inconcepibile ” per gli operatori del Distaccamento di Miramare, addirittura da chi è Assessore alla Polizia Municipale ormai da  una decina di anni !

 
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Un “ tubone” sotto il fondale del porto-canale per il collegamento pedonale di Piazzale Boscovich alla Passeggiata panoramica della Darsena.
 
 

 15.7.2019

Questa mattina in Commissione Consiliare si è esaminata la mia Mozione che propone un Tunnel sottomarino per collegare P.le Boscovich alla Darsena e San Giuliano Mare.

Avevo presentato due  analoghe Mozioni il 15.7.2010 (dieci anni fa ! ) e il 12.3.2015  nei precedenti mandati del Sindaco Ravaioli e del Sindaco Gnassi, senza  mai arrivare alla discussione in Consiglio Comunale.

Sono trascorsi ormai 20 anni dalla inaugurazione della Nuova Darsena e manca ancora un collegamento pedonale tra la stessa e Piazzale Boscovich e non c’è alcun progetto in merito

Ciò impedisce ai riminesi e ai turisti che si trovano in Piazzale Boscovich e sul Molo di Levante di accedere alla panoramica passeggiata sopraelevata della Nuova Darsena, all’ampia piazza di 5.000 mq. per spettacoli, e di ridurre l’isolamento delle attività economiche e degli alberghi di San Giuliano Mare.   

Ricordo che nel 2001 l’Amministrazione Comunale per l’approvazione  della “Variante per il complesso residenziale La Prua “, retrostante la Darsena, aveva ottenuto dalla proprietà 3.000.000 di euro come “oneri di urbanizzazione” da utilizzare per migliorare l’accessibilità di San Giuliano Mare.

Non è stato fatto nulla, resta solo, nei due mesi estivi, il collegamento ciclo pedonale con il piccolo traghetto dal Faro al Ristorante Quattro Colonne.

Per il resto San Giuliano Mare è raggiungibile dopo un lungo percorso attraverso il Ponte della Resistenza che molti turisti non conoscono e gli stessi riminesi  poco praticano.

Per questo, ho ripresentato la Mozione per chiedere alla Amministrazione Comunale di progettare e realizzare un tunnel sottomarino, sotto il fondale del Porto Canale, per collegare Piazzale Boscovich alla passeggiata della Darsena.   

Il progetto, sentito un esperto di opere marittime, è fattibile con un “ tubone” sotto il fondale del porto-canale collegato a due pozzi, di entrata e uscita, uno su Piazzale Boscovich e l’altro antistante la Darsena, realizzati con scale a chiocciola e ascensori.   

Visto l’installazione dei tre “ tuboni” sottomarini da  Piazzale Kennedy con diametro di m.2,50 e la lunghezza di un km. dalla costa per lo scarico delle acque reflue in mare , è  certamente più agevole la collocazione di un “tubone” sottomarino  per l’attraversamento pedonale dei 50 m. di larghezza del porto-canale.

Non solo il progetto è compatibile con il passaggio naturale delle barche da diporto e dei pescherecci ed è rispettoso del paesaggio e dell’ambiente.

Altre idee progettuali sono concretamente improponibili e irrealizzabili per le suddette ragioni sia quella di un Ponte all’ingresso del Porto a parte  gli alti costi di realizzazione o di manutenzione per un Ponte “mobile “( 100.000 euro l’anno per quello di Cattolica)  e il rispetto degli orari di entrata e uscita del Porto.

E’ ora di valorizzare la passeggiata della Darsena in continuità con il nostro Lungomare.

 
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Dal parcheggio delle biciclette all’Accordo Territoriale: alcune mie proposte per la riqualificazione delle aree della Stazione
 
 

 12.7.2019

Con la decorrenza dal 9.7.2019 del divieto di parcheggio delle biciclette davanti alla Stazione per i lavori di demolizione dello ex Iat,  mentre procedono le rimozione forzate, molte biciclette sono state “spostate “ e “incatenate” ovunque, perfino sul marciapiede d’ingresso della Stazione.

Un risultato indecente che si poteva evitare con la predisposizione in tempo di un numero adeguato di rastrelliere in un sito alternativo, compatibile e consentito.

L’Amministrazione Comunale, a parte le rastrelliere esistenti  su Viale C.Battisti, ha in corso la installazione “ infelice” di alcune rastrelliere per le bici addirittura sul verde delle aiuole spartitraffico di Via Dante.

Invece, come da me proposto ieri sera con una interrogazione consigliare, poteva utilizzare ed attrezzare  per il parcheggio delle biciclette, la spaziosa superficie rettangolare individuata con asfalto rosso all’angolo della Velostazione , funzionale per chi prende il treno.

Una soluzione, anche per far cessare il parcheggio disordinato  e non consentito delle bici sul suolo pubblico, da reprimere con la rimozione  immediata e la sanzione, per rispetto verso milioni di passeggeri all’anno e l’immagine della Stazione di Rimini.

Sempre sul “tema” Stazione, ho presentato tre emendamenti all’Accordo  Territoriale per la riqualificazione delle aree della Stazione Ferroviaria di Rimini ,approvato  ieri sera con l’astensione della minoranza.

Con Il  1° emendamento, ambito “ Città Pubblica”, ho chiesto la costruzione della Sede Unica degli Uffici Comunali, con parcheggio interrato di 300 posti auto,  sull’area sud retrostante l’ex fabbricato Globo(velostazione).

Attualmente, il Protocollo d’intesa e l’Accordo territoriale, prevedono  l’edificio con una Superficie Complessiva di 15.000 mq ( di cui 12.000 mq. ad uffici e 3000 mq. a terziario) sulla ristretta superficie all’angolo tra l’ex Globo, la Via Dante, la Via Roma .

Ritengo, pertanto, “castigata” la costruzione della Sede Unica degli Uffici Comunali  che dovrà ospitare almeno 800 impiegati e consentire  l’accesso a migliaia di utenti.

Con il Secondo emendamento ambito  “Città dei Servizi”, ho indicato  la destinazione dell’area lato sud e retrostante il Cinema Settebello ( complessivi  28.000 mq,) per il Mercato Ambulante e come parcheggio di oltre mille posti auto al servizio del Centro Storico e della Marina Centro;

Con il Terzo emendamento, ambito Housing”, per consentire l’accessibilità carrabile al previsto insediamento di 22.500 mq. di superficie complessiva ,( 18.000 mq.tra residenziale, edilizia residenziale sociale e 4.500 mq.di commerciale),su Via Monfalcone,  ho proposto il collegamento mare monte e viceversa tra la Via Roma-Via Monfalcone- via Fiume- P.le Kennedy.

Gli emendamenti non sono stati accolti, ma secondo l’Ass. Frisoni saranno tenuti in considerazione per l’approvazione definitiva e decisiva dell’Accordo di Programma con le Ferrovie dello Stato.
        

 
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