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IMU sulla prima casa: bocciato "l'emendamento Renzi", che chiedeva la riduzione dell'aliquota dallo 0,5% allo 0,4%, per evitare ai riminesi di pagare l'addizionale comunale sulla prima casa.
   

01/12/2013

Sui riminesi si abbattono gli effetti della politica non solo del governo nazionale Letta- Alfano ma anche della Giunta Gnassi.


Il Comune di Rimini con il Bilancio  2013 ha colpito tutti  gli immobili con una pesante manovra sull’IMU che ammonta a 81 milioni di euro: infatti  le aliquote standard IMU del governo  per  61 milioni,  sono state aumentate  con le addizionali comunali IMU per  20 milioni.

I cittadini riminesi  stanno pagando  così sugli  immobili un salasso sempre più gravoso: siamo passati  dai 34 milioni di ICI del 2011, ai 77 milioni di IMU del 2012, agli 81 milioni di IMU del 2013 .

Sulle  41789 abitazioni principali, la “prima casa”, la Giunta Gnassi ha applicato fin dal 2012 l’aumento della aliquota IMU dallo 0,4% allo 0,5% , confermato anche nel 2013, con un maggiore introito di 4 milioni di euro da 8.471.000 euro a 12.427.000 euro.

Visto la stato confusionale del Governo sull ’abolizione dell’IMU sulla  prima casa, che chiedeva ai proprietari di pagare  prima il 50% e oggi il 40% sulle addizionali Comunali,  ho presentato nel Consiglio Comunale di Giovedi scorso, in occasione delle approvazione delle aliquote definitive IMU, l’emendamento per ridurre l’aliquota IMU sulla i prima casa dallo 0,5% allo 0,4%.

Ho sostenuto l’emendamento per evitare di fare  pagare ai riminesi  entro il 16 Gennaio una mini-IMU sulla 1° casa, oltre alla prima rata della IUC, la nuova tassa sulla casa che comprende la TASI sui servizi e la Tari sui rifiuti.

E tenendo presente che entro dicembre i riminesi dovranno pagare la seconda rata IMU sulle seconde case e altri immobili e la Tares su tutti gli  immobili.

L’Assessore Brasini ha espresso il parere  contrario  al mio emendamento sostenendo che il provvedimento del Governo “avrebbe riguardato solo quei Comuni che avevano aumentato le aliquote nel 2013 e non era il caso del Comune di Rimini che le aveva aumentate nel 2012”.

Ho ribadito che l’aumento della aliquota sulla 1° casa rispetto alla aliquota standard del governo era stato comunque confermato  nel 2013 dal Comune  e quindi per sicurezza dei contribuenti era meglio che il Comune approvasse l’ emendamento:

Niente da fare, il Sindaco e la sua maggioranza di sinistra hanno bocciato l’emendamento.  

La verità,  è che alla Giunta Gnassi interessa incassare solo  i  4 milioni di euro in più dell’IMU sulla prima casa, e non certo le difficoltà economiche, soprattutto oggi, di chi è proprietario di una casa, realizzata con sacrifici, e che non grava sul Comune.
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Casette dell'Acqua: realizzate dal Comune con i soldi pubblici invece che dal "privato" a zero costi per la Pubblica Amministrazione.
   
22/11/2013
 
Il Comune ha approvato nel Novembre scorso un Protocollo di Intesa con Hera Spa, Romagna Acque Spa, Amir Spa e Adriatica Acque Srl (partecipata di Hera) per la realizzazione della Casa dell’Acqua presso il  Vilaggio 1° Maggio e della Casa dell’Acqua presso il Parco Giovanni Paolo II° ( ex Parco Ausa) con un costo totale previsto di 48.158 euro, di cui 11.588 euro a carico del Comune di Rimini , 12.100 di Romagna Acque ,12.100 di Amir Spa, !2.100 euro di Adriatica Acque Srl, e con a carico di Hera di alcuni lavori di predisposizione e funzionamento delle strutture.

Sono inoltre a carico del Comune i costi una tantum per gli allacci delle utenze stimati di 2000 euro e la spesa annua di 2.300 euro per i consumi elettrici e idrici.

Le Case dell’Acqua erogano l’acqua della rete idrica locale liscia ( gratuita) o gassata ( al prezzo di 5 centesimi di euro) a temperatura ambiente o refrigerata, con l’obiettivo di incentivare l’uso dell’acqua del rubinetto, buona ed economica, in sostituzione di quella minerale in bottiglia.

Una nota e qualificata azienda privata del nostro territorio  propone da un paio d’anni ai Comuni di tutta Italia l’installazione di Case dell’Acqua- Fonte Alma, progettate con eco-design, a un costo zero per le Amministrazioni Pubbliche e a un costo per l’utenza di 5 centesimi di euro al litro.

L’Acqua di queste Casette Fonte Alma , rispetto a quelle del Comune, è  micro-filtrata per ottenere un’acqua di buon sapore con una tecnica che elimina il cattivo odore del cloro e le eventuali impurità presenti nella rete idrica, mantenendo inalterati i suoi contenuti di sali minerali, è refrigerata e anche frizzante. E’ l’unica, con la Certificazione Igienica dell’Istituto per la Qualità Igienica delle Teconologie Alimentari (Tifq).

I costi di manutenzione di queste Case dell’Acqua  sono totalmente a carico dell’Azienda privata.  

Questa azienda privata riminese, dal 2010 ad oggi, ha installato 400 Case dell’Acqua in tutta Italia, il 50% delle 817 attuali, di cui una cinquantina in Regione, compresi i Comuni nella nostra Provincia di Riccione, Cattolica, Bellaria, Coriano, San Clemente, San Leo, ecc e altre nelle zone terremotate dell’Emilia.


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Pista ciclabile: aumentati i costi di realizzazione e i parcheggi a pagamento. Resta un intervento precario invece della riqualificazione complessiva del Lungomare.
   
18/11/2013
 
I problemi sollevati 5 mesi fa con l’ interrogazione trasformata in mozione sulla pista ciclabile si sono dimostrati fondati alla luce della discussione di questa mattina nella Commissione con i tecnici dell’Amministrazione Comunale  responsabili dell’opera .

Il costo dell’intervento, come avevo paventato,  considerato di manutenzione “pesante” del manto stradale e manutenzione straordinaria della segnaletica per essere affidato ad Anthea, è aumentato di 221.000 euro passando dai previsti 445.000 ai 666.000 euro.

I continui rifacimenti di lunghi tratti del lungomare con il conglomerato bituminoso composto da graniglia gialla ad un prezzo maggiore del semplice asfalto semplicemente colorato, per decine di migliaia di mq. su una lunghezza di 7, 5 Km e una larghezza m.2,5 non hanno  migliorato l’aspetto funzionale ed estetico, ma inciso sui costi, a scapito delle manutenzioni di altre strade.

Ho avuto conferma che il progetto approvato dalla Giunta Comunale il 29.1.2013 riguardante l’ampliamento del marciapiede esistente lato mare, su cui ricavare una pista ciclabile bidirezionale su corsia riservata, separata dalla carreggiata stradale e protetta in quanto collocata in quota rialzata rispetto al piano carrabile e contigua al marciapiede dedicato ai pedoni,  nel tratto P.le Boscovich e p.le Kennedy, presentato in Regione e finanziato con 500.000 euro  ( pari al 66%)  su una spesa complessiva di 750.000, è diverso da quello realizzato   dal Comune.

Ora il Comune dovrà presentare in Regione il progetto esecutivo come realizzato, che, presumibilmente, se tutto va bene,  potrà essere finanziato  con circa 120.000 euro, nella stessa percentuale della spesa sostenuta  per il tratto tra  Piazzale Boscovich a Piazzale Kennedy, con una residua spesa a suo carico di oltre 500.000 euro.

Chiaramente col progetto  realizzato restano i problemi della sicurezza della pista ciclabile in particolare per i pedoni che transitano sui marciapiedi, che attraversano la pista ciclabile, oltre che per ciclisti su due quote diverse,  sulla carreggiata stradale e sul marciapiede separati dal cordolo.

Dinnanzi all’affermazione dell’Assessore che ancora sostiene che i posti auto non sono diminuiti tant’è che l’introito è rimasto lo stesso di 1.520.000 euro, ribadiamo che ciò è stato possibile perchè dinnanzi alla riduzione confermata di 205 posti auto si sono trasformati 251 posti auto prima “ liberi” in parcheggi a” pagamento” (  vedi Piazzale Boscovich, Hotel Corallo, Viali delle Regine, Parcheggio Chiabrera).

Invece del suddetto intervento parziale e precario, ritengo non più rinviabile  un Progetto di riqualificazione complessiva del Lungomare, come hanno già fatto, da anni altri Comuni della Costa ( es. Riccione e Misano).  
 
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Ponte di Via Coletti: respinta in Consiglio Comunale l'alternativa alla chiusura totale del traffico veicolare proposta dall'odg Renzi.
   
15/11/2013
 
La Giunta Comunale, dopo la gara d’appalto per la realizzazione dell’opera, andata deserta,aumenta la base d’asta da 2.124.800 euro a 2650.000.= ma mantiene la chiusura totale del Ponte agli autoveicoli per almeno 4 mesi da febbraio a giugno, tempo stimato  per la realizzazione del nuovo ponte.

Avevo proposto di rivedere anche il Bando, chiedendo nelle offerte delle  soluzioni progettuali, l’esecuzione dell’opera contestualmente al mantenimento di un percorso unico alternato per non deviare il flusso di traffico da via Coletti.

Ho ricordato al riguardo che con queste modalità erano stati ristrutturati negli anni passati il Ponte di via XXIII settembre sempre sul Deviatore del Marecchia e il Ponte di Via Dei Mille.

A sostegno di questa soluzioni ho anche  consigliato  l’Amministrazione a informarsi sulle questioni tecniche e sui costi  presso il “ Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, con il cui Comandante ho parlato personalmente, o al Servizio Strade della Provincia di Bolzano per l’esperienza in materia, che si avvale di cantonieri specializzati   per il montaggio in pochi giorni di ponti Bailey e di cui dispone, per fare fronte alle necessità .

Niente da fare contro la presunzione di questa Amministrazione, nonostante i ritardi e le  responsabilità e  che cerca, come sempre, di scaricare sui predecessori.   

Con il mio ODG  chiedevo in alternativa alla chiusura totale del Ponte l’installazione di un Ponte Bailey  temporaneo, carrabile e ciclo pedonale, in affitto, di montaggio semplice e veloce , sovrastante o fiancheggiante il nuovo ponte da realizzare e fino alla sua ultimazione, .

Questo per   ridurre i disagi delle migliaia di persone che si spostano con gli autoveicoli da Rimini Nord verso il Centro città e che con la chiusura totale del Ponte nei prossimi mesi si riverseranno inevitabilmente sulle Celle, sulla Via XXIII Settembre, Via Matteotti, Ponte dei Mille ecc, intasando ancora di più queste arterie.  

La risposta di Gnassi e della sua maggioranza è stata l’approvazione di “ una passerella ciclopedonale che colleghi in prossimità dell’attuale ponte le due piste ciclabili che corrono ai lati del deviatore” .

Come ha detto nella replica il Sindaco, che risiede nel centro storico, le migliaia di abitanti di Rimini nord, “devono cambiare abitudini “, basta con le auto e tutti in bicicletta.


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Mozione Renzi: realizzare una rotatoria all'incrocio Via Dante-Via Roma per rendere fluido il traffico.
   
11/11/2013
 
 E’ ritornata questa mattina in Commissione la mozione del sottoscritto presentata un anno fa, con la  richiesta nel giugno scorso di approfondimenti del Consiglio Comunale.

Con questa mozione chiedo la realizzazione di una rotatoria all’incrocio di Via Dante –Via Roma  con l’eliminazione degli attuali 19 (!) semafori per rendere fluidi i flussi di traffico e ridurre l’inquinamento ambientale della zona circostante.

Si vuole ridurre l’impatto atmosferico e acustico
dei trecento passaggi al giorno degli autobus su via Dante, oltre agli autoveicoli privati,” bloccati” dal semaforo  “rosso” all’incrocio con Via Roma, che impedisce  addirittura  ai residenti  di uscire con l’auto dalle case lato Riccione, evitare  gli intasamenti dei veicoli  sulla via Roma dalla rotatoria Clementini alla via Dante e dalla via Gambalunga  alla via Dante, dal Piazzale C. Battisti  alla Via Roma.

La realizzazione della rotatoria,  leggermente “ disassata”, verso il parcheggio su terreno di proprietà comunale è possibile anche per i tecnici del Comune .  L’accesso verso il “centro”  su Via Dante del  TPL, può essere mantenuto con gli autobus ridotti attuali o pollicini.

Sostengo questo intervento perchè consente in modo più agevole l’attraversamento sulla via Roma  della città nord-sud, mare monte, e viceversa , ma anche perché è realizzabile ( a differenza degli incroci semaforici con Corso Via Giovanni XXIII°  e Via Gambalunga) e  a costi contenuti, ( rispetto ad esempio ad  un progetto sulla intersezione Via Roma –Via Tripoli).

Poiché considero questa opera  prioritaria, anche per l’importanza di questo incrocio sulla viabilità del  nostro centro storico,  confido nell’approvazione della mozione   in Consiglio Comunale, e che venga finanziata nel prossimo Bilancio.

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Ricostruzione del Ponte di Via Coletti: Ordine del Giorno di Renzi in Consiglio Comunale per evitare la chiusura totale del Ponte e ridurre i disagi.
   

8/11/2013

E’ partito l’intervento sul Ponte di Via Coletti previsto da una decina d’anni e non più rinviabile.
    
E’ dal 1987 che è sottoposto ai monitoraggi che hanno evidenziato il suo progressivo degrado strutturale, ma il suo rifacimento previsto già nel 2005 è stato   rinviato continuamente nei Programmi annuali e Triennali dei Lavori Pubblici sino ad oggi.

Nel 2009 sono stati necessari lavori urgenti per la messa in sicurezza dell’impalcato del Ponte con una struttura reticolare in carpenteria metallica e sono stati introdotti  il divieto di passaggio ai veicoli con carico superiore a 10 t e il limite di velocità massima di 30 Km/h che ne hanno limitato la usufruibilità.

Nel luglio scorso i consulenti tecnici dell’Amministrazione Comunale hanno chiesto la chiusura totale del Ponte al traffico veicolare per garantire la pubblica incolumità visto il rilevante ammaloramento del calcestruzzo, l’ossidazione delle barre di armatura  e il cedimento della travatura lato monte.

La Giunta Comunale ha approvato il 26.9.2013 il progetto preliminare dell’intervento urgente di “ Demolizione e ricostruzione del Ponte “ e per motivi di sicurezza e pubblica incolumità ha istituito il 5.11.2013 il transito dei veicoli a senso unico alternato regolamentato dal semaforo fino alla consegna dei lavori all’appaltatore prevista per il febbraio 2014.

La soluzione progettuale approvata prevede la chiusura totale del Ponte al traffico veicolare per circa 4 mesi da febbraio a giugno 2014, per la demolizione del ponte attuale, la costruzione delle fondazioni, delle pile e delle spalle, l’installazione di un ponte prefabbricato di tipo modulare a tre campate di lunghezza pari a circa 35 m., con transito a due corsie e piste ciclo-pedonali su ambo i lati.

Il Ponte di Via Coletti sul Deviatore Marecchia è l’unica direttrice viaria, direi strategica, che collega il centro città alle frazioni della zona Nord  a mare della ferrovia, con una popolazione di 30.000 abitanti,  per cui i disagi alle migliaia di persone che si spostano da Rimini Nord verso il centro città, si faranno sentire pesantemente  con la chiusura totale  del Ponte, nei prossimi mesi, con tutto il traffico che si riverserà inevitabilmente sulle Celle, sulla Via XXIII Settembre, Via Matteotti, Ponte dei Mille, ecc.

Per questo ho presentato un Ordine del Giorno che verrà discusso nel prossimo  Consiglio Comunale di giovedì  14 Novembre con cui chiedo al Sindaco e alla Giunta Comunale di prevedere in alternativa alla chiusura totale del Ponte,  l’installazione di un ponte Bailey temporaneo carrabile e ciclo pedonale, in affitto, di montaggio semplice e veloce, sovrastante o fiancheggiante il nuovo ponte da realizzare e fino alla sua ultimazione.

Questa modalità di intervento consentirà di non deviare altrove i flussi di traffico e  di mantenere i collegamenti attuali con minori disagi per residenti, commercianti, albergatori e turisti.


 

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Nessuna idea e nussun progetto dell'Amministrazione Comunale per la pedonalizzazione del Ponte di Tiberio
   
28/10/2013
 
Scriveva Gnassi nel suo  programma per le elezioni amministrative del 15-16 Maggio 2011: “Il Ponte di Tiberio va pedonalizzato entro il 2014, non con le improvvisazioni ma trovando una alternativa vera“.

La realtà, a due anni e mezzi dal suo insediamento a Sindaco, sono invece proprio  le improvvisazioni della Amministrazione Comunale che non ha ancora pensato e realizzato nessuna alternativa vera.

A due mesi dal 2014,  anniversario bimillenario del Ponte romano, si è parlato anche questa mattina, in Commissione Consigliare, di  pedonalizzare il Ponte ma non c’è un progetto alternativo.

Lo ha detto con onestà intellettuale l’Ass. Biagini,  prendendola “alla larga”, aggiungendo vedremo cosa succederà con il senso unico alternato per la ricostruzione di via Coletti e con lo sfondamento di Via Tonale sulla Statale 16, costringendo gli automobilisti a fare di “necessità virtù”.

Tutti i progetti annunciati e di cui si è chiacchierato per anni sono scomparsi in silenzio: l’attraversamento in galleria nell’alveo storico del fiume Marecchia a ridosso del bacino del Ponte con il congiungimento della  Vecchia Circonvallazione Occidentale alla Via Tiberio,   il prolungamento della Via Predil attraverso il Parco fino all’INA Casa,  l’ attraversamento del Parco Marecchia dalla via Bagli o dal Parco della Pace  all’INA Casa.

Ho sostenuto, ci sono ragioni a favore e contro, sui costi, l’impatto ambientale, ma  gli interventi devono essere discussi, partecipati, compatibili con l’interesse generale, e la città vuole sapere dal Sindaco cosa vuole fare, a parte le chiacchiere sul masterplan, l’anello verde e le piste ciclabili disegnate sui marciapiedi.

L’alternativa al Ponte di Tiberio l’aveva realizzata Mussolini negli anni trenta con la via XXVIII Ottobre, ora Via Matteotti e il Ponte dei Mille.

Ma oggi, dopo 80 anni, non si può pensare di dirottare il traffico da Nord, di attraversamento del Borgo San Giuliano o di accesso al Centro Storico, scaricando il carico della Via Tiberio sulla Via Matteotti, sul Ponte dei Mille, sulla Via dei Mille e la Via Roma, già abbastanza intasate,  inquinate, bloccate dalle intersezioni semaforiche, di chi vuole raggiungere il C.S., la Stazione, la Marina Centro.

Ribadisco di essere da sempre favorevole alla valorizzazione del Ponte di Tiberio con la pedonalizzazione e di tutta l’area ambientale circostante, con il ripristino del flusso d’acqua dal Fiume Marecchia, ma la soluzione non sono le   “deviazioni del traffico”  per le feste od eventi, da temporanee a permanenti.

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Realizzare i servizi igienici pubblici a Rimini
   

26/10/2013

La mancanza di servizi igienici pubblici a Rimini crea disagio ai residenti e turisti, costretti  in caso di bisogno, a rifugiarsi negli esercizi pubblici o ancora peggio a utilizzare strade, marciapiedi, giardini e altri spazi pubblici come latrine.


Basta vedere come è ridotta, nel Centro Storico, l’area retrostante i Palazzi Comunali Garampi  e dell’Arengo, antistante l’ingresso del Consiglio Comunale, utilizzata di giorno ma soprattutto nelle ore serali e notturne come orinatoio pubblico, che rende impraticabile e insopportabile per il fetore il suo attraversamento.

Dinnanzi a questo degrado, l’Amministrazione Comunale non può limitarsi   a  “scaricare” la mancanza dei  servizi igienici pubblici sui titolari degli esercizi pubblici e obbligarli a garantire la massima fruibilità dei loro servizi igienici, pena la sanzione da 50 a 300 euro, come è previsto dall’art.52 del Regolamento di Polizia Urbana.

Ricordo l’esperimento del servizio igienico automatizzato sottostante il Palazzo dell’Arengo fruibile con l’introduzione nell’apposita gettoniera di una moneta di 0,20 centesimi di euro, attivato nel 2004 e chiuso nel 2011.

Da  allora non sono stati realizzati più servizi igienici pubblici,
dopo quello aperto e chiuso di Palazzo dell’Arengo, neanche i 4 servizi igienici nei parchi pubblici Marecchia e Cervi previsti nel bilancio annuale 2009 e 2010.

E’ rimasto inattuato  il “Regolamento Comunale
per la gestione dei servizi igienici automatizzati realizzati dal Comune“ approvato nel 1994 che prevede la realizzazione dei servizi igienici, da inserire in apposito elenco, e  da collocarsi “ nei punti della città ove si riscontra un rilevante transito e stazionamento delle persone, e quindi con una consistente richiesta da parte dell’utenza”

Per questo con l’interrogazione al Sindaco nel Consiglio Comunale di giovedi scorso  ho chiesto:

1)    di realizzare i servizi igienici pubblici almeno nei luoghi critici della città ( come nell’area retrostante i Palazzi Garampi e dell’Arengo);

2)    l’installazione di servizi igienici moderni e decorosi, automatizzati, autopulenti e disinfettanti, a garanzia dell’igiene e della pulizia,  nelle zone di grande afflusso di persone, centro storico, marina centro, per  week end , eventi, manifestazioni , nei mercati, nei parcheggi ecc.;

3)    di affidare, dopo l’acquisto–investimento iniziale dei servizi igienici automatizzati, la loro gestione e manutenzione ordinaria e quindi il controllo   alla ditta produttrice in cambio degli incassi e quindi a costo nullo per l’Amministrazione Comunale.

Ritengo che i servizi igienici pubblici siano dei servizi indispensabili che un Comune civile deve  mettere a disposizione dei cittadini e turisti .  

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La città paralizzata dalla mala gestione degli strumenti urbanistici
   

19/10/2013

Nella discussione consigliare di ieri sera sui 5 atti di indirizzo  per varianti al PRG ho fatto le seguenti osservazioni:

1)    La città è alle prese con l’effetto paralizzante degli strumenti urbanistici: il PRG del 1999 deve fare i conti con il regime di salvaguardia del PSC –Rue adottati il 29.3.2011.

 Sono passati due anni e mezzo dall’insediamento del Sindaco Gnassi ma non      conosciamo ancora  quando verranno portate in Consiglio le controdeduzioni  dell’Amministrazione Comunale alle osservazioni dei cittadini per l’approvazione in via definitiva di PSC-Rue.

Il regime di transizione, invece, secondo la Legge Regionale 20/2000 dovrebbe essere il più rapido possibile.

Bisognerebbe, inoltre, rispettare le norme che tutelano la partecipazione dei cittadini e di tutti i soggetti interessati.

2)    ll Sindaco se non vuole procedere all’approvazione degli ereditati PSC-RUE adottati,  ritiri gli stessi Piani e ne riadotti di nuovi che recepiscano le indicazioni del suo “masterplan”. Ma dica cosa vuole fare: occorrono  chiarezza amministrativa  e comunque  nuovi strumenti urbanistici, che diano la certezza del diritto ai cittadini.

3)    Perdurando questa situazione di incertezza normativa non procede la riqualificazione della città e non si consente la ripresa della attività edilizia. Ad esempio: anche la previsione recepita nel RUE del frazionamento dei grandi alloggi nel Centro Storico, senza approvazione definitiva,   non può partire, e non si può pensare di continuare con le varianti al vecchio Prg per adeguarlo ai PSC-RUE  adottati.

E’ un non senso, come ho già detto, “ritornare”  sul vecchio PRG e “lasciare in stallo” il procedimento della nuova pianificazione.

                                                
4)    Il mio voto favorevole ai 5 atti di indirizzo presentati dal Consigliere Camporesi è stato dato per verificare la conformità  delle proposte  con la strumentazione vigente e soprattutto con quella adottata e a spronare l’Amministrazione ad uscire dall’immobilismo in cui  ha portato la città.

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Istituire i Nuclei Cinofili nella Polizia Municipale di Rimini per la tutela della legalità e della sicurezza nella nostra città.
   

17/10/2013

L’utilizzo dei cani, quali ausiliari delle forze di Polizia è una realtà affermata e in crescita in Italia e anche all’interno della Polizia Locale come dimostrano i Nuclei Cinofili di Milano e Torino addetti contro l’abusivismo commerciale, nella vigilanza dei parchi e dei giardini pubblici, in prossimità delle scuole negli orari critici, nel contrasto allo spaccio e uso di sostanze stupefacenti ecc.

Dinnanzi alla domanda sempre più diffusa dei cittadini di rispetto delle regole, di legalità, di sicurezza, di assistenza, gli Agenti della Polizia Municipale sono costretti a fronteggiare situazioni di rischio con carenza di uomini e mezzi causa le risorse economiche limitate di bilancio.

L’impiego di unità cinofile specializzate con il connubio cane + Agente di Polizia ( conduttore) produce, invece, i seguenti vantaggi:

a)    Il conduttore con il cane esercita una pressione psicologica, diventa un vero e proprio moltiplicatore di forze che può sostituire un gruppo di Agenti;

b)    Offre un servizio qualificato ai cittadini, crea rispetto e simpatia;

c)    Aumenta la sicurezza del personale operante;

d)    Consente uno straordinario rapporto costo-benefici ( un Agente di P.M. costa circa 30.000 euro l’anno contro i circa 4.000 euro/anno del cane e compensa in fase operativa l’impiego di almeno 3/5 uomini).

Ricordo che nel Gennaio 2008 è stato presentato al Comando della Polizia Municipale un Progetto per la Istituzione di 4 Unità Cinofile da parte di un nostro Agente che lo ha elaborato in collaborazione con la Polizia Locale di Milano e Torino in considerazione delle loro positive esperienze.  


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E’ ora di chiudere la Moschea del Borgo Marina !
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Il Comune riqualifica l’ex Oriental Park, ma è incomprensibile la concessione di metà dell’area per ampliare un dehor.
Riqualifichiamo e valorizziamo lo storico Giardino Ferrari.
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